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Giovedì 13 Luglio 2006 - Libertà

La "Cherubini" nel segno di Mozart

L'orchestra con il Coro dell'Opera di Vienna al Ravenna Festival
La medaglia d'oro Clemens Krauss a Riccardo Muti

RAVENNA - E' l'anno di Mozart? E allora, Mozart sia. Senza risparmio (due serate consecutive) e ad altissimo livello, mettendo in palcoscenico interpreti di assoluta eccellenza: Riccardo Muti, l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, che ha sede a Piacenza, e il Coro dell'Opera di Stato di Vienna, il blasonato "Wiener Staatsopernchor". E' successo, con grandissimo successo, nell'ambito del Ravenna Festival 2006, al Teatro Alighieri (in un primo tempo la location dello straordinario evento doveva essere, l'altrettanto straordinaria basilica di Sant'Apollinare in Classe, indisponibile per sopraggiunti problemi strutturali) dove è stato proposto un omaggio ad un originale e poco indagato volto dell'infinito Mozart: quello legato alla musica sacra. Il concerto ha presentato, insieme al Te Deum di Franz Joseph Haydn, alcuni brani di musica sacra particolarmente significativi nella vita del genio di Salisburgo: mottetto Ave Verum Corpus KV 618 ("la più alta opera d'arte che Mozart abbia scritto", diceva un grande studioso mozartiano come Bernhard Paumgartner). Colonna sonora d'innumerevoli riti nuziali, l'Ave Verum Corpus, una delle rare opere sacre prodotte da Mozart dopo il trasferimento da Salisburgo a Vienna nel 1781, è stato seguito dai Vespri KV 339, meglio conosciuti come Vesperae solemnes de confessore, risalgono all'inizio del 1780 e chiudono in pompa magna la serie di lavori sacri composti da Mozart nella propria città natale.
Sul podio, a dirigere le composizioni del "vecchio" Haydn, del "giovane" e del "maturo" Mozart, Riccardo Muti alla testa di due formazioni simbolicamente unite a rappresentare la giovinezza e la maturità in musica: l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata dal maestro Muti nel 2004 con sede a Piacenza e residenza estiva al Ravenna Festival, e il Coro dell'Opera di Stato di Vienna, il blasonato Wiener Staatsopernchor, fondato nel 1927, passato sotto le bacchette più celebri del Novecento (da Toscanini a Karajan, Bernstein, Giulini, Solti, Ozawa). Assieme al maestro Muti e ai due prestigiosi ensemble, il soprano Adriana Kucerova, il contralto Marianna Pizzolato, il tenore Juan Francisco Gatell, e il basso Maurizio Lo Piccolo.
Un evento eccezionale punteggiato, a sorpresa, da un altro evento eccezionale: il tenore Michael Knapp, in rappresentanza del coro, ha consegnato la medaglia d'oro "Clemens Krauss" al maestro Riccardo Muti. «Noi assegnamo molto di rado la medaglia d'oro Clemens Krauss, che ricorda il famoso direttore della Wiener Staatsoper e co-fondatore della Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor, dedicata a veri promotori del coro - ha detto Knapp - perché essa rappresenta un segno visibile di una collaborazione musicale di lunga data segnata da grandi successi. Coloro che hanno ricevuto questa medaglia erano personalità come Herbert von Karajan, Karl Bôhm e Carlo Maria Giulini».
Alla serata era anche presente Giovanna Calciati, l'assessora ai teatri di Piacenza, nonché vicepresidente della Fondazione Cherubini.

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