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Domenica 9 Luglio 2006 - Libertà

Pronto anche l'itinerario della mostra a Palazzo Farnese: «Faremo parlare i quadri»
Museo diocesano, si lavora alla fondazione

Don Lusignani: «Siamo partiti: i preparativi sono a un buon punto»

Per la fondazione che dovrà gestire il museo diocesano è iniziato il conto alla rovescia. A confermarlo è don Giuseppe Lusignani, il sacerdote delegato dal vescovo Luciano Monari per la costituzione della fondazione per «l'erigendo museo diocesano - come si legge nell'annuario - e per la promozione dell'arte nella pastorale». «La novità è che, se prima c'era l'intenzione di realizzare la fondazione, ora questo nuovo organismo sta partendo e sta mettendosi in moto la macchina organizzativa» spiega il sacerdote. «Oltre alla mostra che aprirà il 30 settembre - continua - questo vuol dire che c'è un'attenzione all'arte di carattere permanente». A quanto si è appreso si starebbe lavorando allo statuto della nuova fondazione che dovrà prevedere la possibilità di entata per altri soci aderenti come ad esempio società, gruppi finanziari e singoli imprenditori. Uno dei compiti della fondazione è appunto quello di reperire i finanziamenti per il museo diocesano. «I tempi sono ancora nebulosi - dice don Lusignani -, si vuole fare in modo che nasca come una realtà solida e per la fase iniziale siamo a buon punto». Il sacerdote non lo dichiara apertamente ma quella che viene si presenterebbe come una settimana decisiva. Il motivo di tanta prudenza è chiaro, almeno per la diocesi: «Ciò che stiamo realizzando è un esperimento a livello nazionale, non è mai accaduto che una diocesi che si facesse socio fondatore di una fondazione a carattere civile». «Il fatto importante - ci tiene a ribadire don Lusignani - è che non si chiuderà tutto con una mostra, come diocesi stiamo cercando di strutturare un qualche cosa di solido che possa rispondere al dialogo con il mondo laico». La mostra riguarda naturalmente la donazione che Chiesa piacentina ha ricevuto un anno e mezzo fa: 900 opere d'arte, in gran parte dipinti, del secolo scorso. I preparativi per il prossimo 30 settembre, giorno in cui la rassegna verrà inaugurata a Palazzo Farnese, fervono. «L'itinerario della mostra e delle opere c'è - assicura don Lusignani - ed è fedele a quelle che erano le intenzioni della diocesi: riuscire a dare una possibilità di prima visione ad una parte più facilmente riconoscibile dal grande pubblico ed insieme avere delle punte di qualità magari meno note». «Nel lavoro del comitato scientifico - prosegue - non si è cercato di piegare le opere ad un discorso ma di far parlare le opere stesse. Ed è un fatto non è un fatto da poco visto quello a cui si assiste al giorno d'oggi». Cento opere in mostra su 900 donate. Le altre, non tutte, le vedremo in quella che dovrebbe essere solo un'ala del futuro museo diocesano. Don Lusignani lo dice chiaramente: «È un fraintendimento che il museo diocesano sia il palazzo ex Enel di via Santa Franca. Li verrà ospitata solo una parte della collezione d'arte contemporanea. Ma ci sono anche le collezioni di arte sacra, di argenti, di statue lignee, di candelieri; anche quelle dovranno diventare visibili». Dove, al momento, non si sa.

fri

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