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Sabato 8 Luglio 2006 - Libertà

Il rapporto imprese-università

La meccanica avanzata e la ricerca a Piacenza

Eccellente. Lo è già la nostra industria meccanica (oltre 15 mila addetti), lo sono da decenni le nostre imprese produttrici di macchine utensili e sistemi produttivi (più di 2000 addetti). Gli imprenditori e ancora di più i tanti tecnici che dedicano la loro vita a queste strane macchine che mescolano mandrini, elettronica, informatica e portano Piacenza nel mondo. Sono una via di mezzo tra artigiani e scienziati, artisti e tecnici.
Eccellente non lo era ancora la ricerca applicata e soprattutto il rapporto tra imprese e università. Ma oggi, finalmente, siamo riusciti a creare un nuovo polo di eccellenza nella nostra terra.
Dopo il tentativo illusorio del Parco Scientifico e Tecnologico Leonardia, guidato da Mandelli agli inizi degli anni '90 e poi miseramente naufragato, oggi con il Musp, Laboratorio sulle Macchine Utensili e i Sistemi Produttivi, finanziato da Fondazione di Piacenza e Regione Emilia Romagna, sostenuto da un consorzio di imprese locali (Jobs, Mcm, Mandelli, Working Process, Lafer, Sandwik), università (Politecnico e Cattolica), enti locali. Ieri si è celebrato il primo convegno del neonato Musp (meno un anno di vita) e già si è capito che sarà una esperienza importante di promozione del nostro tessuto produttivo.
Un centinaio di partecipanti tra imprenditori e ricercatori, testimoni illustri dalla Germania, dalla Spagna e da Bruxelles.
Quali sono i fattori che lasciano ben sperare?
In primis la collaborazione di tutti gli attori coinvolti: prima di tutto le imprese, perché sarebbe impossibile pensare a progetti di ricerca senza i principali destinatari della stessa; Musp nasce infatti come consorzio guidato dalle imprese ed è già un segnale fondamentale per garantire che l'intervento non sia pletorico o inutile. In subordine i finanziatori dello start-up, e qui dobbiamo riconoscere che la Regione e la Fondazione hanno subito risposto con decisione e convinzione alla proposta di creazione del laboratorio.
Infine gli enti locali (Comune, Provincia e Camera di Commercio) che hanno supportato fin dall'inizio l'iniziativa. In effetti il Musp è uno dei risultati concreti più stimolanti di tutti questi anni di faticosa concertazione locale sullo sviluppo del territorio piacentino, come ha ricordato ieri l'amministratore delegato di Jobs Marco Livelli. Anche la Regione fa bella figura: l'assessore Campagnoli ha dato prova di capacità di delineare strategie di politica industriale territoriale all'altezza delle sfide che dovremo affrontare.
Ma tra i fattori per il momento di garanzia abbiamo altre due componenti decisive: la presenza di persone che credono nella cosa e ci dedicano tempo e lavoro. Tra questi il direttore Michele Monno, docente del Politecnico, che guarda caso, ha un'esperienza passata di lavoro in Mandelli e quindi conosce l'oggetto del centro di ricerca (macchine utensili e sistemi produttivi), sia dal punto di vista dell'impresa che da quello scientifico-universitario.
Da ultimo, ma forse ancora più interessante, la presenza di una dozzina di giovani ricercatori, pescati dalle università locali e in maggior misura italiane, che già animano e vivono le stanze moderne del centro presso la nuova Fiera di Piacenza. Sono loro la grande risorsa del Musp, che insieme agli accademici e agli operatori economici, ci faranno vincere la scommessa dell'innovazione applicata al nostro sistema produttivo.
Perché anche Piacenza possa avere nuovi centri di eccellenza nella competizione globale.

Paolo Rizzi

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