Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Mercoledì 28 Giugno 2006 - Libertà

Appello degli ideatori dell'iniziativa

«La città non deve perdere quest'occasione»

«Le Fabbriche della felicità appartengono alla città, vogliamo che il progetto sia condiviso da tutta Piacenza». È l'appello dei sei "pionieri", perché, se tutto l'impegno servirà ad attrarre su Piacenza i riflettori nazionali con occasioni inedite di confronto su uno dei temi emergenti del consesso mondiale - la felicità - lo stesso impegno non potrà non essere attinto dal serbatoio delle forze locali. Qualcosa già si sta muovendo in proposito.
Ad esempio, Le Fabbriche della felicità "made in Piacenza" hanno già ricevuto un primo finanziamento regionale all'interno dei piani per la salute. «Il progetto è inserito nel piano strategico, c'è la Provincia, ci dovrebbe essere, ancora da confermare, il sostegno del Comune, interesse a partecipare ci è stato manifestato dalla Cisl, altri si stanno facendo avanti, ma il percorso è lungo» raccontano i sei.
Già, la sfida è grande così, ma anche la motivazione della squadra non scherza. «Ma la squadra non è assolutamente chiusa - avverte Daniele Novara - i promotori del Forum dovranno infatti essere rappresentativi dell'intero tessuto piacentino. Ed è da subito che chiediamo a quanti intendono entrare nella sfida, di farlo al più presto, facendo presente che sarà inoltre necessario ed utilissimo l'apporto del volontariato. In definitiva vogliamo che Piacenza si intrometta - scherza con le parole Novara - perchè l'obiettivo è di creare un'occasione veramente storica».
Trasformare Piacenza nel baricentro di un dibattito nazionale su benessere e qualità della vita da cui far partire la serie di iniziative in calendario fino al 2008 (fiera, laboratori, eventi scientifici e culturali) rischia di apparire un'utopia? Per niente. «Le Fabbriche della felicità di Piacenza - spiega infatti Massimo Esposito - mutuano, dalle esperienze di vocazione culturale territoriale di maggior successo degli ultimi anni, il modello dell'happening multidisciplinare, dove una comunità locale, attraverso l'investimento su di un tema di particolare forza evocativa, esalta la propria immagine ed esce dai propri confini, rafforzata nella propria identità e attraendo su di sè pubblico e risorse».
Gli esempi? Mantova ha creato il Festival della letteratura, Modena quello della filosofia, Genova il Festival della scienza, Firenze quello della creatività, e poi Lodi con i "Peccati capitali", Tortona il Festival delle religioni, Parma quelllo della letteratura infantile e l'ultima, internazionale inziativa, "Elementi".
«L'altra componente rilevante del progetto Le Fabbriche della felicità - fanno presente i suoi ideatori - e che in parte lo differenzia dagli esempi citati, sarà la proposta di una parte fieristica, da tenersi a Piacenza Expo, dedicata alle istituzioni, agli enti locali, ai soggetti economici, alle imprese e alla cooperazione».
Al triennio 2008-2010, infine, la sfida di completare il progetto con la fondazione a Piacenza dell'Osservatorio sul benessere e l'avvio di nuovi laboratori d'impresa. Quattro, complessivamente, le macroaree su cui si articolerà il Forum Le Fabbriche della felicità: educazione e formazione; salute; servizi sociali e alla persona; economia e territorio. Tutti e quattro i relativi sotto-progetti saranno rivolti alla promozione dell'agio e del benessere nei settori di riferimento.

sim.seg.

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio