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Giovedì 29 Giugno 2006 - Libertà

Oggi in Fondazione si presenta Il Pollaio

Scrivere con il cuore sulle orme di Bagarotti

Ho conosciuto Nello Bagarotti molti anni fa, per caso, nel mitico e da tempo scomparso bar Baldini, sul Corso. Era una notte di Capodanno, non ricordo esattamente perché ero lì anziché a festeggiare in compagnia, credo c'entrasse un amore deluso. Lui chiacchierava con il mitico Alfredo Baldini, mi presentai e mi offrì subito un prosecco. Io ero un giovane apprendista giornalista (al Corriere Padano), lui il capocronista di Libertà. Lo ascoltavo con deferente ammirazione, anche se faceva di tutto per mettermi a mio agio e per non farmi sentire proprio un "pivello".
Anni dopo, alla fine del 1986, il mio ingresso in via Benedettine fu purtroppo concomitante con la sua prematura scomparsa (e con la contemporanea partenza di Pietro Visconti, assunto a Repubblica). Mi telefonò Ernesto Prati e mi chiese se volevo venire a lavorare a Libertà, un'ora dopo ero già davanti al portone, emozionato e felice come una pasqua.
Oggi, sfogliando "Il Pollaio" (cioè il breve romanzo di Nello che viene presentato oggi pomeriggio alle 18 all'Auditurium di via Sant'Eufemia), non riesco a non emozionarmi, un po' come quando - frugando in archivio - trovo vecchie foto con didascalie vergate dall'inconfondibile scrittura "barocca" di Gianni Manstretta. Un altro grande di Libertà, come Nello. Giornalisti d'altri tempi, da cui imparavi che gli articoli non sono solo notizie e grammatica. C'è un ingrediente fondamentale che non deve mai mancare, cioè il gusto di scrivere in punta di penna, di trovare le parole giuste, di usare il cuore oltre che la testa.
Di questo ingrediente è sapientemente pervasa la storia che Bagarotti ci racconta in poco più di cento pagine, accompagnate da uno strepitoso "affresco" dell'autore dipinto da un altro "monumento" del giornalismo nostrano, Vito Neri. Una storia inedita, che Eugenio Gazzola ha intelligentemente riportato alla luce e alle stampe. E che, sono sicuro, piacerà a tutti.

di GIORGIO LAMBRI

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