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Giovedì 2 Marzo 2006 - L'Informatore Vigevanese

Tagger, si chiudono i rubinetti

La Provincia non intende concedere ulteriori finanziamenti
Anche Comune e Fondazione Piacenza-Vigevano verso il disimpegno

Fondazione Tagger: si chiudono i rubinetti dei (sinora copiosi) finanziamenti. È quasi un fuggi-fuggi annunciato, al punto che il consiglio di amministrazione, già convocato per il 4 marzo, potrebbe decidere di chiudere di battenti, ponendo fine dopo soli tre anni ad un’esperienza partita con grandi ambizioni, grandi disponibilità ed una sede prestigiosa come il Castello di Vigevano.


Per ora, di ufficiale non c’è niente: solo fax, lettere, comunicazioni riservate con il contorno di voci che da tempo circolano in città, soprattutto dopo l’edizione «minimale» (seguita a quella sontuosa del 2004, con un’intera settimana di eventi) del Festival Voceversa, che doveva essere il fiore all’occhiello della Fondazione. E con il contorno di dubbi e perplessità per un’operazione che in pochi mesi ha «inghiottito» circa 710 mila euro, e forse più.
A rompere gli indugi ci ha pensato però l’amministrazione provinciale, che - insieme al Comune di Vigevano ed alla Fondazione di Piacenza e Vigevano - ha sin qui garantito i fondi per far funzionare questo organismo. Oggi pomeriggio (giovedì) ci sarà un primo confronto in commissione Cultura, e domani sera (venerdì) sarà il consiglio ad esaminare la situazione. La giunta di piazza Italia si presenterà con una proposta precisa: chiusura dei rubinetti, appunto.
«Con il 2005, noi abbiamo esaurito l’impegno preso due anni prima - spiega l’assessore alla Cultura Virginio Anselmi, che da pochi mesi ha preso il posto di Lorenzo Demartini - In tre anni abbiamo versato alla Fondazione Tagger 130 mila euro; 50 mila nel 2003, poi due tranches di 40 mila euro. Ovviamente sarà il consiglio a decidere, ma la mia valutazione è che non ci siano le condizioni per rinnovare l’impegno. Oltretutto, il budget del mio assessorato, per contribuire alle varie manifestazioni, è per il 2006 di 40 mila euro. Questo significa impiegare tutte le risorse disponibili».
A spingere nella direzione del disimpegno, c’è anche un fax - partito da Vigevano il 31 gennaio, e fìrmato da Thomas Rabbow, tedesco, presidente della Fondazione Tagger - in cui viene annunciato alla Provincia che il Comune di Vigevano e la Fondazione Piacenza-Vigevano intendono farsi da parte. «E allora proprio non capisco perché ci dovremmo rimanere noi - aggiunge l’assessore Anselmi - Tra l’altro, io mi sarei aspettato una maggior attenzione verso le manifestazioni locali; pensiamo alle bande, o alle compagnie teatrali, o ad altre realtà ancora. Di tutto questo, invece niente. A mio parere (perché, ripeto, deve essere il consiglio provinciale a decidere) noi dovremo limitarci a versare contributi solo per manifestazioni specifiche».
Domani sera - dunque - la prima decisione ufficiale, che potrebbe innescare una reazione a catena e molti distinguo, anche se nel 2003 la nascita della «Tagger» era stata accompagnata da un consenso unanime.
E a proposito di fuggi fuggi, il primo a fare le valigie è stato il direttore della Fondazione, Alessandro Cortese. Il 31 dicembre ha presentato le dimissioni e si è trasferito a Bruxelles, per assumere un altro incarico. Nel settembre dello scorso anno, in un’intervista all’Informatore, aveva ammesso che l’edizione del 2004 di «Voceversa» era stata «molto onerosa», con riflessi anche sui futuri bilanci, almeno per un paio d’anni.

Di Martina

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