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Venerdì 28 Aprile 2006 - L'Informatore Vigevanese

Progetto dell’Auser, prima proiezione

25 aprile, l’anniversario. Martedì prossimo, in Lomellina come in tutta Italia, verranno ricordati i giorni (e quel giorno in particolare, con l’insurrezione di Milano e di tutti gli altri principali centri del Nord ancora occupati dai tedeschi e dai fascisti di Salò) che segnarono la fine della guerra ed il ritorno della democrazia. Accanto alle consuete celebrazioni e manifestazioni, anche qualche iniziativa che si pone come obiettivo quello di
conservare la memoria e le memorie con formule più vicine ai tempi.

La Resistenza, la Lotta di liberazione, i durissimi e drammatici mesi tra l’8 settembre 1943 ed il 25 aprile 1945 (che a Vigevano si protrassero sino al 29 aprile). A 61 anni di distanza - e mentre il distacco temporale si dilata, affievolendo inevitabilmente la memoria - possiamo ancora raccontarli nello stesso modo? Come (e con quali strumenti) possiamo comunque mantenere vivo il ricordo? Come possiamo avvicinare ed appassionare le giovani generazioni ad eventi che - per quanto ormai lontani - rappresentano uno snodo cruciale della nostra storia, la prima e fondamentale pietra della società italiana di oggi?


Una risposta a questi interrogativi arriva da un progetto nato nel mondo del Volontariato, poi fatto proprio dal Circolo di Vigevano dell’Auser (l’Associazione nata nel 1989 per promuovere il ruolo dell’anziano) e finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano; un progetto di ampio respiro e che si pone come obiettivo la realizzazione di una serie di audiovisivi volti a recuperare e conservare le testimonianze del passato, saldandole con la realtà di oggi.
Il primo di questi audiovisivi («Testimoni della Libertà: Vigevano 27 aprile 1945») è stato presentato in anteprima martedì pomeriggio presso il Centro sociale di via Sacchetti; una proiezione rivolta soprattutto agli anziani, e che nei prossimi giorni verrà ripetuta per l’intera città.


Il filmato è stato realizzato e montato, in tre mesi di lavoro, da due operatori sociali attivi nel mondo del volontariato, in particolare tra gli anziani ed i disabili: Paolo Colli e Andrea Piccolini. «Non è ancora la versione definitiva - ammettono loro stessi - La nostra speranza è di acquisire ulteriore materiale ed altre testimonianze, per arricchire e rendere ancora più completo il racconto, e poterlo presentare soprattutto nelle scuole».
Realizzato (dalle riprese al montaggio) con largo impiego della tecnologia digitale - semiprofessionale, ed a bassissimi costi - l’audiovisivo racconta i giorni della Liberazione di Vigevano, dai primi movimenti dei partigiani (26 aprile 1945), alla sanguinosa «battaglia del treno» (27 aprile), al passaggio della colonna corazzata tedesca (29 aprile) all’arrivo dei primi soldati americani (1° maggio). Su quelle ore, e su quei fatti, Colli e Piccolini in particolare hanno filmato le testimonianze di chi allora era ventenne e c’era, e che ancora è in grado di raccontare: Noemi Tognaga (l’attuale segretario dell’Associazione dei partigiani d’Italia) ed Ernesto Gusberti, entrambi combattenti con la 169^ Brigata garibaldina «Leone» (di ispirazione comunista), una delle tre formazioni partigiane - le altre erano la «Matteo» e la «Crespi» - che operavano sul territorio cittadino.
Ore convulse, cariche di tensione ma anche purtroppo di sangue. In particolare la «battaglia del treno» (il tentativo dei partigiani di fermare un convoglio tedesco carico di armi, viveri e munizioni che arrivava da Mortara e che era intenzionato a proseguire verso Milano). All’ingresso della stazione, il convoglio venne deviato su un binario morto ed andò a schiantarsi contro un carro merci; seguì una serie di esplosioni, con decine di vittime. Tra queste, anche un bambino di 6 anni, Cesare Corsico, colpito da una scheggia mentre era in braccio alla madre.
«Su questi fatti, ma anche in generale - aggiungono Paolo Colli ed Andrea Piccolini - il racconto e la memoria degli anziani è molto importante ed ha un profondo significato. Parlare, per loro, è quasi una terapia; ed ascoltare, per noi e per tutti, acquisisce un valore sociale. Basta frequentare una Casa di riposo per rendersene conto».
Il progetto, quindi, parte dai giorni della Resistenza e della Liberazione ma intende ampliare gli orizzonti. «Lo scopo è duplice - spiega Domenico Fornasari, presidente del Circolo Auser - da una parte raccogliere testimonianze e documenti di interesse storico e di costume riferito alla vita dei vigevanesi del passato, con una particolare attenzione agli avvenimenti locali, allo sviluppo industriale, alla vita rurale ed ai luoghi di aggregazione dagli anni Quaranta agli anni Sessanta; dall’altro valorizzare gli anziani narranti, rafforzando la loro identità e le loro possibilità di aggregazione». Il progetto, tra l’altro, immagina gli stessi anziani impegnati in prima persona in un lavoro di presentazione e divulgazione nelle scuole.
Il lavoro, intanto, va avanti: dopo i giorni della Liberazione, ora lo sguardo si volgerà alla vita sul Ticino, al rapporto della popolazione vigevanese con quello che era il «Fiume Azzurro», al lavoro ed i suoi cambiamenti dagli anni dell’immediato dopoguerra ad oggi.

Di Martina

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