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Domenica 11 Giugno 2006 - Libertà

Il convegno - Il grazie di Cannavò all'Italia del volontariato

Venticinque anni con i disabili

«Non è stata una mattinata autocelebrativa; si è discusso dei diritti e del valore delle persone disabili». Venticinque anni di Assofa sono salutati così da Angiola Riccò; fondatrice e attuale presidente della cooperativa sociale. Il sindaco Roberto Reggi ha aperto i lavori a palazzo Galli, sottolineando la professionalità e le competenze della cooperativa. In seguito l'edificio di via Mazzini è stato teatro di approfondimenti attorno al mondo dei disabili e delle onlus. Il convegno, coordinato dal presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Giacomo Marazzi, è passato attraverso le coinvolgenti storie di vita raccontate dall'ex direttore della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò, che ha presentato il suo libro "E li chiamano disabili", in cui scrive: «L'altra Italia, quella del volontariato, che non si vede in televisione, è la parte più bella della mia vita». Tutti gli aspetti del mondo del volontariato sono stai toccati; grazie al fiscalista Victor Uckmar, gli addetti ai lavori hanno preso nota delle nuove normative economiche legate alle associazione di volontariato. Uckmar ha definito le cooperative come Assofa «determinanti per l'assistenza ai disabili; i soldi pubblici destinati all'aspetto solidale sono ridottissimi e una politica di defiscalizzazione le vuole sempre più sovvenzionate dai privati». La psicoterapeuta Enza Zagaria è intervenuta sulla centralità della persona rispetto alla malattia: «L'affermazione sociale di un disabile è legata alla comunicazione, alcuni hanno registri comunicativi complicati, la società deve imparare il linguaggio dei disabili». Il convegno è stato concluso dalla giurista romana Giovanna Visintini, che ha incentrato l'intervento sulle responsabilità degli operatori, mentre la mattinata si è conclusa con la visita alla sede di Assofa in via Zoni 50.

ma.mo.

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