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Mercoledì 7 Giugno 2006 - Libertà

La Provincia non arretra dagli impegni. La Fondazione deve decidere.

Per il "Nabucco" il tempo stringe
Vigoleno, la lirica è al "verde"
Stagione a rischio, già si punta al rilancio sul 2007

Stagione lirica in bilico a Vigoleno. Anzi, forse già desaparecida, anche se non si ha il coraggio di dirlo apertamente. Mancherebbero i fondi per sostenere allestimenti impegnativi, pur molto apprezzati in questa cornice suggestiva. E tra gli sponsor si valuta se non sia il caso di frenare per quest'anno, di proporre in alternativa un avvenimento in tono più contenuto e di rilanciare l'anno prossimo. Della sparizione di Vigoleno si parla malvolentieri. Ma a meno di un mese dal "Nabucco" non ci sono sicurezze e non si può nemmeno tenere calato il sipario sulla difficoltà a reperire risorse economiche che facciano sventolare alta la bandiera della stagione. Partito nel 2000, il progetto estivo realizzato dalla Fondazione Toscanini è cresciuto sotto l'egida delle Terre Verdiane e si è guadagnato sul campo grandi nomi, allestimenti ambiziosi o insoliti, come il "Rigoletto" per la regia di Vittorio Sgarbi. Oggi l'appannarsi di questo glamour. Intanto molte cose sono cambiate nella gestione della Toscanini. La Provincia, assicura l'assessore alla Cultura, Mario Magnelli, tiene saldo l'appuntamento. Ma sono ore decisive nella ricerca di adesioni private.

La Fondazione, primo sponsor, per voce del presidente Giacomo Marazzi non dà per scontate le decisioni che si prenderanno insieme al presidente della Provincia Gian Luigi Boiardi nei prossimi giorni, a fronte di una macchina teatrale onerosa, ai tempi ormai risicati e all'orientamento stesso di via Sant'Eufemia di "limare" su tante voci.
Il Comune di Piacenza è dispiaciuto, commenta il sindaco Roberto Reggi, si sente in piena identità di vedute con la Provincia e, sollecitato sul punto, respinge ogni ipotesi maliziosa messa in giro che i soldi risparmiati a Vigoleno vadano a beneficio dell'orchestra giovanile Cherubini del maestro Riccardo Muti: «Non c'è alcuna relazione tra le due cose, se non chiacchiere della piacentinità più becera» taglia corto Reggi. E prosegue: «La Cherubini è una risorsa importante, ci dà visibilità e siamo onorati di avere il maestro Muti, l'orchestra ha le caratteristiche per ottenere sponsorizzazioni nazionali su cui sono oggi personalmente impegnato».
Alla Fondazione Toscanini, il presidente Maurizio Roi declina ogni dichiarazione ufficiale e si rifà ad una correttezza di gerarchie: prima parli la Provincia su cosa intende fare. Secondo ambienti interni alla Toscanini però tutto sarebbe stato già deciso, a malincuore, una quindicina di giorni fa e tutto nasce dalla mancanza di soldi, gli allestimenti costano, montare una platea e una tribuna per un solo spettacolo ha oneri sproporzionati, meglio allora saltare un anno senza far drammi. E tuttavia ci deve essere ancora un esiguo margine di manovra, qualche alternativa, se ieri Roi si dichiarava «in attesa di comunicazioni ufficiali» da via Garibaldi. Il sindaco di Vernasca Gianluigi Molinari sull'argomento è molto abbottonato. Si limita a dire che sono in corso verifiche e non c'è nulla di ufficiale che possa far dire con certezza che la stagione salti: «Dobbiamo incontrare i soggetti coinvolti nel progetto».
La Provincia ha a bilancio 150 mila euro per Vigoleno e non arretra: «il nostro impegno a sostenere una stagione come si deve non è mai venuto meno e anche oggi siamo impegnati a garantire una buona operazione culturale e ad evitare un ridimesionamento» ripete Magnelli. E nella recente variazione di bilancio i soldi restano ancorati a Vigoleno, se non sarà per quest'anno, sarà per il prossimo.
Intanto Marazzi chiarisce di aver discusso della cosa con Boiardi «serenamente» per valutare insieme se mandare in scena un evento in tono minore o se rilanciare nel 2007 («Nei prossimi giorni ci incontreremo e decideremo»). Nessuna delibera è stata portata nel Cda della Fondazione che nel 2005 ha stanziato 350mila euro per la Toscanini e 200 mila su Vigoleno. La Cherubini? Partite distinte, che non interferiscono. Furono dati 200mila euro nel 2004, nel 2005 ci fu un meccanismo diverso, quest'anno si deve decidere. Ma è chiaro che, in generale, Marazzi prosegue sulla linea enunciata di massima sobrietà: c'è un milione e mezzo di euro in tutto per arte e cultura, appare problematico orientarne la metà (le istituzioni locani ne hanno chiesti 800mila) sul teatro.

pat.sof.

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