Giovedì 8 Giugno 2006 - Libertà
Il sodalizio nacque il 30 agosto 1825. Oggi alle 17.30 alla Galleria Ricci Oddi la presentazione del volume di Umberto Fava
Filo, una storia lunga 180 anni
Un libro celebra la Società Piacentina
"Raccontare la vita di qualcuno significa, inevitabilmente, farne anche il consuntivo di luci e ombre, e raccontare una storia di teatro significa anche passare attraverso colpi di scena, scene madri, lieti fini o spettacolari addii", che ora il critico teatrale Umberto Fava ha racchiuso tra le pagine di Filo, questa sera si recita la storia (edizioni Tipleco), il libro che racconta i 180 anni della Società Filodrammatica Piacentina e che verrà presentato oggi alle 17.30 alla Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune di Piacenza, la Camera di Commercio e la Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Un compleanno importante quello festeggiato dal sodalizio venuto alla luce il 30 agosto 1825, auspice la duchessa Maria Luigia d'Austria. Leggerne la ricca vicenda nel volume di Umberto Fava - con introduzione della presidente Vittorina Chittofrati e del direttore artistico Enrico Marcotti, e il capitolo La Filodrammatica e gli artisti di Stefano Fugazza - è un ripercorrere insieme quasi due secoli di storia piacentina e di storia del teatro.
Avvenimenti rilevanti non solo per il mondo della cultura. Un noto dipinto risorgimentale di Francesco Ghittoni raffigura ad esempio l'interno del teatro della Società Filodrammatica nel marzo 1848, quando si costituì, durante i moti di indipendenza, la Guardia Nazionale. A ricordo, alcuni berretti del corpo si conservano ancora nell'attuale sede della Filo in via San Siro. All'epoca i Filodrammatici si riunivano invece nel salone di Palazzo dei Mercanti, dove oggi si tengono i consigli comunali, ma non fu nemmeno quella la "culla" del sodalizio. Il volume spiega infatti come le origini risalgano al 1810. Era attiva allora una compagnia di dilettanti, che era solita utilizzare il teatro delle Saline andato purtroppo distrutto in un incendio.
Si accasò dunque nel 1823 in via della Crosa (della Croce), 4, nel granaio all'ultimo piano del palazzo del notaio Carlo Colla. Qui vide la luce la Società del Solaio, che poi si trasferì nella casa Malaspina di via Borghetto, successivamente, alla ricerca di maggior spazio, in casa Arata in via San Simone e finalmente, nel 1825, forte di oltre 200 soci, presentò la richiesta d'uso del salone nel palazzo dell'ex Collegio dei Mercanti alla duchessa Maria Luigia che concederà la sala per il teatro, approverà lo statuto sociale della neonata Filodrammatica Piacentina e donerà principeschi costumi. «Abiti - descrive Fava - in tessuti pregiati ricamati con fili d'oro e d'argento fino e impreziositi con artistici ornamenti, fra cui un manto di raso bianco "a gran coda", di 14 braccia, che potrebbe essere quello che l'Arciduchessa d'Asburgo-Lorena indossava quando era andata a Parigi per il matrimonio con Bonaparte: abiti andati quasi tutti perduti».
A inaugurare il "dorato teatrino di gusto neoclassico" fu il 14 novembre 1826 la tragedia Demetrio di Saverio Bettinelli. Un'altra storica rappresentazione si tenne un secolo dopo, nella nuova, importante sede del Teatro dei Filodrammatici, nell'ex chiesa di Santa Franca, trasformata nel 1908 da ex caserma in «un teatrino-bomboniera dalla facciata in stile liberty realizzata dall'ingegnere Gazzola, mentre all'interno gli impegnativi lavori furono curati dall'architetto Giulio Ulisse Arata». Il 21 novembre 1925 vi verrà portata in scena La maschera e il volto di Luigi Chiarelli, tra i più acclamati autori del periodo, presente in sala insieme a Luigi Pirandello, «assai festeggiato». La fotografia sulla copertina del libro richiama proprio quel memorabile spettacolo. Di tanti altri personaggi, alcuni ancora celebri, altri giustamente o ingiustamente dimenticati, si potrà leggere nelle pagine di una storia che per la prima volta viene raccontata in modo estremamente scorrevole, ma sistematico, sulla base di ricerche documentarie.
di ANNA ANSELMI