Giovedì 8 Giugno 2006 - Libertà
Arti marziali - Anche a Salsomaggiore la manifestazione è stata un successo
Best Fighter nel segno del piacentino Passaro
PIACENZA - Atleti provenienti da tutti i continenti, rappresentanti di ventiquattro nazioni ma anche di tutte le regioni italiane tutti assieme per contendersi il titolo di Bestfighter. Nato da un'idea del piacentino Gianfranco Rizzi, il BestFighter è cresciuto nel tempo sia per la qualità dei combattimenti che per la mole di partecipanti e, per l'undicesima edizione, ha abbandonato la sede piacentina per fare il suo esordio a Salsomaggiore.
Sono state tre giornate di combattimenti avvincenti e spettacolari che hanno visto protagonisti oltre 1700 atleti provenienti da 25 nazioni. Ma anche tre giornate in cui sono stati assegnati i titoli mondiali per le varie categorie comprese le specialità semi contact (individuale e a squadre), light contact, full contact e music forms.
Tra gli atleti che hanno combattuto sulle postazioni di gara ospitate al palasport anche il piacentino Adriano Passaro, già campione del mondo in carica nel semicontact fino a 65 kg, ed ora vincitore della prova di coppa del mondo italiana. Successo che va a bissare quello ottenuto ad aprile a Parigi.
Dopo una serie di vittorie sofferte, il ventunenne piacentino ha saputo appassionare il pubblico con un combattimento finale che lo ha visto trionfare contro un avversario americano di altissimo livello. Per il resto, la manifestazione è proseguita senza intoppi, richiamando l'attenzione di molti attorno al "progetto giovani". Realizzato in collaborazione con la Fondazione Piacenza e Vigevano, il progetto mirava a sensibilizzare i giovani sul tema del rispetto delle regole e del fair play. I bambini che hanno aderito si sono cimentati in alcuni lavori didattici, tra cui un disegno che aveva come tema quello appena indicato.
Soddisfazione per quanto organizzato è stata espressa dal maestro piacentino Gianfranco Rizzi, promotore dell'evento nonché deus ex machina dell'organizzazione della Yama Arashi. «Il bilancio non può che essere positivo - spiega Rizzi -, a maggior ragione se si considera che eravamo all'anno zero. Dopo dieci edizioni realizzate a Piacenza non è stato facile spostare tutto a Salsomaggiore». Ma con il solito entusiasmo che contraddistingue il gruppo guidato da Rizzi, la manifestazione è stata portata a termine con ottimi risultati. «Il cambio di sede è stato dettato dall'esigenza di avere un palasport più ampio dove installare più aree di combattimento - fa notare Rizzi -. E alla fine siamo riusciti ad ottenere ciò che volevamo: pur aumentando le presenze abbiamo concluso con un po' di tempo d'anticipo rispetto all'ultima edizione di Piacenza».
Cristian Torri