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Domenica 28 Maggio 2006 - Libertà

Un tricolore per i nuovi maestri del lavoro

Inviato da Ciampi negli ultimi giorni del settennato. Consegnati i brevetti

(sim.seg) Il tricolore della Repubblica Italiana donato da Carlo Azeglio Ciampi ai maestri del lavoro di Piacenza. Un regalo speciale, arrivato da qualche giorno all'ombra del Gotico via posta e accompagnato da una breve lettera dell'ufficio della Presidenza della Repubblica contenente i saluti di Ciampi, uno degli ultimi atti, dunque, che hanno caratterizzato il suo settennato prima del passaggio di consegne a Giorgio Napolitano. Ed il tricolore spedito dal Quirinale a Piacenza è stato ieri protagonista inaspettato, nell'auditorium "Poggiali" di via san Marco, dell'annuale cerimonia di consegna dei brevetti alle sei nuove "stelle" di Piacenza, i maestri del lavoro Giovanni Cammi, Giuseppe Carolfi, Giorgio Cravedi, Danilo Franzini, Adriano Modenesi e, unica presenza femminile del gruppo, Ermes Paraboschi. Tutti e sei, con il console provinciale Aldo Tagliaferri, avevano ricevuto l'onoreficenza attribuita dalla Presidenza della Repubblica lo scorso primo maggio, nel teatro comunale di Bologna. «Mesi fa, all'allora presidente Ciampi - ha spiegato Tagliaferri - avevamo scritto caldeggiando una sua ricandidatura alla Presidenza della Repubblica, e in quella lettera avevamo anche chiesto una bandiera. Sembrava una domanda caduta nel vuoto quando invece, nei primi giorni di maggio, abbiamo ricevuto il tricolore recante la dicitura "Presidente della Repubblica Italiana". Per tutti noi - ha concluso Tagliaferri - rimarrà un grande ricordo super partes». Foltissimo il "parterre" di autorità civili, militari e religiose piacentine che ieri hanno partecipato alla consegna dei brevetti, la quale era stata preceduta da una celebrazione religiosa nella basilica di sant'Eufemia in suffragio dei maestri del lavoro scomparsi, officiata da monsignor Lino Ferrari, vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio. In prima fila nel successivo incontro nell'auditorium di via san Marco, con Tagliaferri, i sei premiati ed i loro familiari, il prefetto di Piacenza Alberto Ardia, il sindaco Roberto Reggi, il presidente della Provincia Gianluigi Boiardi, il presidente della Camera di commercio Giuseppe Parenti e quello di Assoindustria Sergio Giglio, il tenente colonnello dell'Arma dei carabinieri Giovanni Dragotta, e monsignor Pietro Casella, consulente morale dei maestri del lavoro. Diverse le aree di provenienza professionale dei sei nuovi maestri del lavoro di Piacenza, ma comune, è stato sottolineato, il radicato impegno a favore della propria azienda protratto per almeno 25 anni, insieme ad una spiccata vocazione per attività di formazione al lavoro delle nuove generazioni. Tra le novità che per il 2007 dovrebbero caratterizzare il consolato provinciale di Piacenza arrivato oggi a 140 iscritti, secondo l'auspicio espresso ieri da Tagliaferri, la nuova sede. «Sede decorosa di cui abbiamo bisogno a Piacenza», ha fatto notare il console, e che, prevedibilmente, dopo gli interventi di ristrutturazione, avrà per dimora il Palazzo del Governatore, presso la Camera di commercio di piazza Cavalli, dove oggi ai maestri del lavoro è riservato uno spazio ormai insufficiente alle esigenze delle attività svolte. Tra le più recenti, c'è il concorso "Una stella per la scuola", progetto di collaborazione e formazione per le scuole superiori che ha avuto tra gli sponsor principali la Fondazione di Piacenza e Vigevano.

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