Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Martedì 23 Maggio 2006 - Libertà

Dalla Spagna all'Oriente il cammino mistico dei Musica Officinalis

L'ensemble faentino nato nel 1997 si è esibito nel cortile di Palazzo Gotico per la rassegna "2mille1"

PIACENZA - Un viaggio immaginario dalla penisola iberica al vicino Oriente, per dimostrare che l'arte è uno strumento fondamentale per la comunicazione tra i popoli: il cammino mistico tracciato dai Musica Officinalis, parte dai canti sefarditi, contaminazione di cultura araba e spagnola, e si conclude in Albania, dove la tradizione balcanica si unisce alla musica medioevale occidentale, dopo aver toccato le terre francesi, bulgare, macedoni, turche, azerbaijane e armene. L'ensemble faentino, nato nel 1997, si è esibito nel cortile di Palazzo Gotico, in occasione della rassegna 2mille1, organizzata da Coming Out, Kairòs, circolo Arcigay "L'atomo" e Gap (Gruppo antipsichiatrico Piacenza) con il patrocinio del Comune e il contributo della Fondazione Piacenza e Vigevano.
Sul palco Catia Giacessi (voce e percussioni), Massimo La Zazzera (flauti, bansuri, chitarra), Igor Niego (percussioni, flauto e cornamusa), Gabriele Bonvicini (ghironda, nichelarpa, bouzouki e saz), Walter Rizzo (ghironda, bombarde) e Roberto Romagnoli (percussioni).
I brani presentati hanno richiesto un rigoroso lavoro filologico che ha interessato gli strumenti usati, tutti provenienti dalle "mete" del viaggio, e si è esteso allo studio della storia e della cultura straniera. Motore universale della ricerca intrapresa dai Musica Officinalis il desiderio di scoprire la bellezza di culture sconosciute e metterle in relazione tra loro, rivelandone le somiglianze e mostrandone le differenze.
Così, tra riarragiamenti e rielaborazioni complesse e appassionate, la cultura degli oppressi e degli oppressori si è fusa in un'unica lingua, quella della musica, che ha acquistato la capacità terapeutica di ricondurre tutto ad un solo sentimento di pace e uguaglianza.
In questo modo una splendida danza bulgara, («l'unico mezzo di distinzione per gli abitanti del Paese all'epoca della dominazione turca», ha spiegato Romagnoli) si è unita a un triste canto azerbaijano sulla separazione, una vivace poesia turca dedicata agli amori infelici si è intrecciata al ricordo struggente di un esule armeno che, tornato in patria dopo anni di lontananza, non è più in grado di riconoscere la propria città. L'ensemble ha presentato anche alcuni brani tratti dall'ultimo album, Amorei, d'amore e di passione (2004), una raccolta di musiche e canti medioevali ispirata all'elemento naturale del Fuoco.
Passato e presente, Est e Ovest, si sono progressivamente avvicinati e sovrapposti in un gioco sorprendente. Entusiasta il pubblico.

Alessia Strinati

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio