Lunedì 22 Maggio 2006 - Libertà
Chi sono i destinatari della missione di solidarietà che dal 24 maggio coinvolgerà la nostra provincia
I ragazzi che vivono sottoterra
A Bucarest fra bambini affamati di cibo e di affetto
PIACENZA - Un furgoncino, la "Caravana" che si aggira per le strade di Bucarest a distribuire latte e minestra. Il suono della fisarmonica di un clown dal naso rosso e dal sorriso gentile. Gruppi di bambini, sporchi e affamati di cibo e di affetto, che si raggruppano tutt'intorno.
Cartoline del volto "altro" di Bucarest, che i volontari piacentini Gianni Bonadé e Francesco Boscarelli, della Ronda della Carità, hanno portato con sé, toccanti souvenir dei Capodanni trascorsi, dal 2000 a oggi, nella capitale della Romania, accanto ai ragazzi di strada aiutati dalla Fondazione Parada.
Quest'ultima è stata creata dall'artista francese Miloud Oukili proprio per cercare di cambiare il presente inumano di centinaia di giovani senza famiglia, che da soli, riuniti al più in bande, trascorrono le loro giornate tra i marciapiedi, cantieri abbandonati o la rete sotterranea dei "canali" del teleriscaldamento, entrando e uscendo dai tombini. Alcuni ragazzi romeni, cui il clown Miloud è riuscito a restituire un futuro, saranno ospiti di famiglie fiorenzuolane dal 24 al 31 maggio. La tournée piacentina, organizzata da "Fiorenzuola oltre i confini", proporrà anche spettacoli. Protagoniste l'allegria e la simpatia degli allievi clown di Miloud, che sarà eccezionalmente presente sul palco del Teatro dei Filodrammatici giovedì 25 maggio alle 21 (gli inviti, ad offerta, sono già disponibili presso il teatro o presso Fiorenzuola oltre i confini). L'iniziativa è sostenuta da enti pubblici e associazioni, come la Ronda della Carità che, dopo aver toccato con mano il destino di fame, freddo, furti, prostituzione e violenza dei ragazzi di strada di Bucarest, ha attivato un conto corrente postale: «Quanto raccolto è destinato a progetti individuali della Fondazione Parada. In genere - spiega Francesco Boscarelli - si tratta di formazione scolastica, lavorativa o di pagare l'affitto». Trovare una casa, nella rete di appartamenti sociali, a questi giovani, abituati dall'età di dieci anni a sopravvivere senza un tetto e la rassicurante vicinanza di adulti amici, è un primo passo verso il reinserimento nella società, un percorso lungo, delicato e non sempre coronato dal successo. L'album di fotografie dei volontari piacentini è un concentrato di storie, spesso drammatiche, ma anche dal finale positivo. Boscarelli racconta di Corina, che si è laureata in legge e vuole diventare avvocato. O di Flori, madre di due bambini. Si è sposata con un altro ragazzo che ha a lungo vissuto in strada. Ora hanno un lavoro e il loro recupero «è assolutamente definitivo».
Per poter dare un aiuto concreto è stato aperto un conto corrente postale presso la Cariparma e Piacenza, agenzia B, intestato a "La Ronda della carità pro ragazzi di Bucarest", numero 30358311. CAB 12643, ABI 06230, CIN G.
Tra i benefattori del centro diurno della Fondazione Parada, dove comincia il riscatto di questi intoccabili del XXI secolo, c'è anche la Fondazione di Piacenza e Vigevano, che ha contribuito con 7.500 euro. Chi ha visto di persona le condizioni di vita di questi bambini, non può non sentire l'urgenza di aiutarli: «Scendere nei "canali" sotterranei, è come arrivare in un girone dell'Inferno dantesco. Tra il caldo bestiale, gli odori, il buio rischiarato da qualche candela, all'improvviso abbiamo visto dei bambini, che vivevano lì, tra i topi, nella miseria più assoluta».
Anna Anselmi