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Lunedì 22 Maggio 2006 - Libertà

Edilizia rurale come opera d'arte

Libro di Spigaroli fotografa un patrimonio sommerso di Fiorenzuola

Il territorio come «corale opera d'arte». L'edilizia rurale come edilizia storica a tutti gli effetti. Le cascine, le torri, le corti disseminate (a volte anche abbandonate) nelle nostre campagne, come patrimoni di un'architettura rurale da custodire al pari di quella urbana.
Sono questi i convincimenti che si rintracciano nel libro Architetture rurali nel paesaggio di Fiorenzuola, presentato ieri in auditorium San Giovanni. Qualcosa di più di un libro (peraltro pregevolissimo, pubblicato da Tipleco, illustrato, arricchito di cartografie antiche e tavole attuali), perché la ricchissima ricerca che ha portato alla pubblicazione del volume, ha preso in esame ben 337 edifici rurali sparsi nel territorio di Fiorenzuola. Edifici che sono stati immortalai dai fotoamatori del Club Cinefotografico di Fiorenzuola: Luigi Peveri, Ruggero Contini, Piero Elefanti, Francesco Bassi (con la grafica di Guido De Crema) hanno realizzato oltre 2000 scatti, con visioni complessive (per rintracciare morfologia e tipologia dei complessi abitativi), ma anche con particolari (porte, stipiti, colonne, camini e comignoli).
Al libro è così accompagnata una mostra, con la selezione di 80 foto (esterni e interni) di cascine e poderi, di case a torre e di corti, di caselli e mistadelli, di fienili e barchesse. Una mostra che ci fa aprire gli occhi su edifici misconosciuti o forse sinora solo guardati da lontano, dalla strada. Ora riscoperti. La mostra rimane allestita nell'auditorium per tutta la settimana. Negli orari di apertura (giovedì sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19) sarà anche possibile ritirare il libro, le cui copie disponibili ieri - visto l'incredibile afflusso di pubblico - sono già andate esaurite.
Come il territorio è opera corale, così questa ricerca è corale. Cucita assieme dall'assessore all'urbanistica Carla Danani, è stata curata dall'architetto Marcello Spigaroli (con i contributi di Elena Rossini, Daniela Morsia, Gloria Grossi, Giovanna Ligutti, Annalisa Bernardoni) e sostenuta dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dalla Regione (con il fondo legge 16/2000) rappresentata ieri dall'architetto Lucia Governatori che ha plaudito anche al lavoro svolto per il quadro conoscitivo del nuovo strumento urbanistico. Intervenuto anche il direttore dell'archivio storico di Parma Marzio Dell'Acqua che ha ricordato come Fiorenzuola stia aumentando la sua frequentazione con i documenti dell'antico Ducato (si pensi al volume dell'anno scorso Mappe e documenti dell'antica Fiorenzuola). La vicepresidente di Italia Nostra architetto Enrica Premoli ha rivolto alle future amministrazioni un invito a conservare questi edifici per poterli vedere nei prossimi decenni, così come sono stati immortalati dai fotografi, anzi popolati di persone, con finestre e porte aperte, e cortili animati.
Il curatore del volume Marcello Spigaroli ha sottolineato come la ricerca e il libro non siano solo un'indagine storica, ma forniscano indicazioni per eventuali recuperi di queste architetture. Ha usato la figura dell'Angelus Novus di Benjamin nella celebre immagine di Klee, l'assessore all'urbanistica Carla Danani: «L'Angelo del futuro che guarda indietro non è una figura nostalgica. Ci dice anzi che mentre traguardiamo il futuro ci portiamo dentro il passato. Questa ricerca - ha concluso - è insieme un atto d'amore e un impegno. E come atto d'amore vuol essere fecondo». L'atto d'amore è nei confronti del territorio di cui «siamo ospiti», «abitanti», non padroni. L'impegno è custodire questo territorio come dimora.
Mostra e libro, dopo Fiorenzuola, verranno presentati nelle frazioni foresi di Baselica e San Protaso.

di DONATA MENEGHELLI

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