Lunedì 22 Maggio 2006 - Libertà
Serata interclub dei Rotary d'intesa con la Fondazione Piacenza e Vigevano
L'alfabetizzazione strumento per unire i popoli
"L'Alfabetizzazione come strumento per unire i popoli", è questo il tema affrontato in un incontro promosso dal Gruppo Po Piacentini dei Rotary Club Piacenza, Farnese, Sant'Antonino, Valli Nure e Trebbia, Fiorenzuola d'Arda e Val Tidone.
La serata interclub si è svolta grazie alla collaborazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano, nell'Auditorium di Via Sant'Eufemia e ha visto tra i relatori don Giorgio Zucchelli, presidente della Fondazione italiana settimanali cattolici, Maria Teresa Gatti responsabile dei progetti Avsi America Latina e Licia Gardella dirigente del liceo scientifico Respighi di Piacenza, coordinati nel ruolo di moderatore da don Davide Maloberti, direttore del settimanale cattolico "Nuovo Giornale" di Piacenza.
Il saluto iniziale è stato formulato dal Governatore del Distretto 2050 del Rotary International Ciro Rampulla che ha sottolineato come l'alfabetizzazione sia una delle colonne portanti del programma del Rotary medesimo, assieme a quello dell'acqua e, della tutela della salute dei popoli più poveri. Ciro Rampulla ha altresì evidenziato come i sei club rotariani piacentini abbiano ben interpretato lo spirito di Paul Harris, lavorando assieme in amicizia e organizzando un momento importante di confronto e approfondimento di un tema molto attuale quale è l'alfabetizzazione.
Nell'intervento di don Zucchelli è stato evidenziato come l'analfabetismo attuale debba essere inteso come incapacità di leggere e scrivere certamente, ma anche l'incapacità a usare i media.
Queste nuove forme di analfabetismo non sono solo dei paesi in via di sviluppo ma anche dei paesi moderni. Le nuove tecnologie informatiche (Internet, Intranet, ecc.) sono, infatti, elementi utilissimi se li si conosce, ma anche pericolosi, se non si sanno utilizzare in modo critico.
Per la seconda relatrice, Maria Teresa Gatti, la condizione per cui una persona possa crescere e svilupparsi dignitosamente, mettendo a frutto talenti dati dal Signore, è sicuramente quella di avere la capacità di comunicare e, dunque saper leggere e scrivere. L'educazione è infatti, lo strumento con il quale l'uomo riesce ad entrare nella realtà che lo circonda e, comprendere quello che accade a lui e al suo prossimo. E' solo comprendendo il significato delle cose e della vita che la persona può sviluppare se stessa, introdursi nel mondo del lavoro, agire sulla realtà quotidiana rendendola più adatta alla sua persona nel rispetto del prossimo.
Per la Gatti, molto si sta facendo nel mondo meno avanzato per combattere l'analfabetismo, ma i dati sono ancora preoccupanti se si pensa che circa 830 milioni di adulti sono analfabeti mentre 130 milioni di bambini non sono avviati in nessun sistema di educazione scolastica.
L'analfabetismo, perciò, non è solo un problema scolastico, nasconde risvolti politici ben precisi e la situazione di povertà in cui versano alcuni stati del "terzo mondo" è soltanto un alibi e un preciso disegno di mantenere senza cultura le giovani leve, per evitare uno sviluppo intellettuale dannoso ai vari regimi. Cosa fare allora per Maria Teresa Gatti? Occorre avere la disponibilità di tanti volontari che con l'ausilio di fondi, messi a disposizione anche da enti quali il Rotary International possano trasmettere cultura e professionalità soprattutto ai giovani.
A chiudere la relazione Licia Gardella che ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di promuovere nella scuola la lotta contro l'analfabetismo, favorendo così l'integrazione degli stranieri nelle comunità di arrivo. Nel panorama scolastico piacentino ci sono circa due mila studenti stranieri che hanno bisogno di imparare a leggere e scrivere a fare di conto, ma che necessitano anche di competenze avanzate e specialistiche soprattutto nel campo tecnico professionale.
Per Licia Gardella infatti, il percorso di alfabetizzazione non si ferma solo alla comunità studentesca, ma si estrinseca anche nel mondo degli adulti che sempre più spesso hanno esigenze di aggiornamento continuo e professionale.
Proprio da questa affermazione ha preso spunto il presidente del Rotary Club Piacenza che ha denunciato l'esigenza di corsi di italiano per lavoratori stranieri, sollecitando gli insegnanti in pensione a dedicare un po' del loro tempo a questo tipo di volontariato. Se questo avvenisse, per Struzzola, il Rotary si impegnerebbe certamente a trovare la sede idonea per i vari corsi.
La chiusura dei lavori è stata opera del moderatore don Davide Maloberti che ha rimarcato come il tema affrontato meriti ulteriori approfondimenti.