Domenica 21 Maggio 2006 - Libertà
Presentata la ricerca sugli "Stili di vita"
Piacentini salutisti?
Spesso solo a parole
Diete, ma anche alcol e fumo
Salutisti ma il rischio è di esserlo più con le parole che coi fatti: per i piacentini la salute intesa come benessere generale risulta valore centrale, ma galleggia su un'ambiguità di fondo.
Chi assume alcol - i giovani, soprattutto - sconta il peso di una perdurante ignoranza dei rischi provenienti dall'abuso, imperano stili alimentari "dietetici", ma quasi la metà di chi fa diete non avrebbe reali problemi con la bilancia, e per muoversi in città l'auto resta al primo posto degli strumenti di mobilità. E sono solo alcuni dei tanti, possibili esempi. Il futuro di una ricerca importante come «Questione di stili di vita», presentata ieri alla Fondazione di Piacenza e Vigevano e di cui a settembre si prevede la pubblicazione di un rapporto complessivo, è già scritto in queste righe: toccherà, come ha ribadito Dino Giorgi Pierfranceschi, responsabile del progetto (promosso da 11 associazione di volontariato in seno alla consulta comunale sociosanitaria, con il sostegno dello Svep rappresentato ieri dal presidente Giuseppe Pistone), «passare dai dati di oggi alla messa in campo di orientamenti migliorativi», evitando di gettare al vento il seme di questa formidabile occasione per ridisegnare il futuro, o almeno una sua parte.
Cinquecento uno piacentini sono stati passati al setaccio dai questionari dei ricercatori (Giuseppe Magistrali e Stefania Bianchi) mediante il ricorso agli studenti piacentini di cinque istituti (Gioia, Respighi, Cassinari, Colombini, Isii Marconi), che ieri sono tornati protagonisti, offrendo il loro particolare punto di vista sui risultati (con qualche sorprendente correzione, ad esempio l'incidenza di alcol, fumo e anche droghe nella fascia d'età 17-25 sarebbe anche superiore a quella stimata dalla ricerca).
Tra i ragazzi in cattedra ieri, Martina Lupi e Sara Saletti (Cassinari), Francesca Bonfanti, Benedetta Corradini, Chiara Peveri, Elisa Rebecchi, Francesca Ballotta (Colombini), Gianluca Maiavacca (Gioia). Con loro, con i ricercatori, con Annamaria Pagani (Tribunale del malato) e Adele Boncordo (Amop), nel "pool" organizzativo presieduto da Giorgi, i rappresentanti delle istituzioni.
«Sono sicuro - ha detto il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, insieme agli assessori Leonardo Mazzoli e Paolo Dosi - di trovare nella ricerca spunti e stimoli interessanti, da legare utilmente ai piani di zona ed in particolare ai piani della salute».
Salute da leggersi in chiave individuale, ha sottolineato l'assessore della Provincia Paola Gazzolo, ma anche, e sempre più, in chiave collettiva, della quale una delle principali sentinelle sul territorio rimane l'Azienda Usl, presente ieri con Elisa Cavazzuti (che ha ricordato uno studio compiuto su scala nazionale nel 2005 dalle aziende sanitarie sugli stili di vita, «utilmente integrabile con la ricerca di oggi»). Un piccolo grande miracolo questa indagine lo ha già compiuto: perchè, costituendo uno dei primi esempi in tal senso, ha messo insieme a lavorare diverse associazioni di volontariato di Piacenza. "Abbiamo rinvenuto quali tematiche trasversali a tutti gli attori - ha fatto presente Adele Boncordo - i temi di salute e qualità di vita, e da lì ci siamo mossi". L'augurio conclusivo? Lo ha espresso Giorgi Pierfranceschi: "Che questa ricerca non rimanga nel cassetto, ma rappresenti punto di partenza per il futuro dei piacentini".
Simona Segalini