Domenica 7 Maggio 2006 - Libertà
Castellarquato - Il cantante e il trombettista insieme sul palco con un quartetto da sogno
Paoli con Rava, il colpo di ArquatoJazz
Dopo Brad Mehldau altre stelle per il festival estivo
CASTELLARQUATO - Un altro asso, dopo l'annunciato trio di Brad Mehldau, è uscito dal cappello degli organizzatori della manifestazione estiva ArquatoJazz 2006, che avrà luogo dal 10 al 17 luglio nel borgo di Castellarquato. Una tra le voci più conosciute del panorama italiano della musica leggera, il cantautore Gino Paoli, salirà sul palco della piazza monumentale giovedì 13 luglio, insieme ad altri quattro colossi, stavolta della musica jazz, come il trombettista Enrico Rava, il pianista Danilo Rea, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria. Un poker d'assi in grado di far girar la testa sia al jazzofilo più accanito che al fruitore occasionale o all'amante delle grandi melodie italiane.
ArquatoJazz, che anche quest'anno affiancherà ai concerti, i seminari nazionali di musica jazz sostenuti dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, è organizzato da "Castellarquato Cultura e Turismo" e dal Piacenza Jazz Club, in collaborazione con il Comune del borgo medievale, la Provincia e la Regione.
Il calendario degli eventi sembra essere ancora ricco di sorprese, ma già con i due concerti annunciati, si presume possa essere un festival estivo di caratura assolutamente nazionale.
Un incontro di Jazz è il titolo che il quintetto con Paoli e Rava ha dato a questo nuovo progetto musicale; progetto che vedrà le più belle canzoni di Paoli ammantarsi delle calde atmosfere del più raffinato jazz. Gino Paoli, autore di alcune tra le più belle pagine della musica italiana di questo secolo, tra le quali Senza fine e Sapore di sale, si presenta così in una veste per lui inconsueta, ma (sue parole) «decisamente stimolante».
Paoli proporrà per l'occasione una rilettura in chiave jazzistica dei suoi grandi successi. Non mancheranno Il cielo in una stanza, Sassi, Che cosa c'è e si cimenterà inoltre in qualche standard della tradizione jazzistica, come la bossa-nova The girl from Ipanema e la struggente My funny Valentine.
Con questo progetto Paoli si conferma un autentico protagonista della scena musicale italiana, sempre capace di rinnovarsi, pur mantenendo le forme e i contenuti cantautoriali che da sempre lo contraddistinguono, coaudiuvato dall'eleganza di un musicista come Enrico Rava, capace di sintetizzare e di sprigionare l'essenza stessa delle emozioni contenute in qualsiasi materiale sonoro; dalla liricità e dal raffinato tocco pianistico di Danilo Rea; dalla precisione e dall'irrinunciabile supporto dei bassi di Rosario Bonaccorso e dall'esuberanza ritmica di un vero genio della batteria jazz, come Roberto Gatto.
Paoli è un signore di 70 anni appena compiuti e ben portati. I baffi e i capelli sono bianchi da un bel po'. Compone e canta da oltre 45 anni, emozionando diverse generazioni. Oltre che un cantautore impareggiabile, è un interprete di prima qualità. Paoli appartiene alla categoria di coloro, e sono pochi naturalmente, che si sono tolti quasi tutti gli sfizi sia nella vita pubblica sia in quella privata. Ha saputo pigliarsi anche numerose rivincite. Tutti hanno dovuto prendere atto che la bravura di Paoli non si discute. Ha dovuto piegarsi anche l'industria del disco, che a un certo punto voleva trattarlo come un cantante di revival e rifiutava di fargli incidere nuove canzoni.
Pure la pubblicità è andata a cercare il maestro della canzone. Prima una marca di whisky, e lui ha accettato perché non gli pareva vero che lo pagassero per bere il liquore che più gli piace; in seguito è stata la Fiat, quando doveva lanciare la nuova Cinquecento, a chiedergli di apparire negli spot; lui ha di nuovo accettato perché il ricordo delle prime Cinquecento lo inteneriva. Anche la politica, a un certo punto, è andata a cercarlo. Paoli è stato deputato del Pci dal 1987 al 1992, eletto nella circoscrizione di Napoli, prima di tornare sopra un ramo a cantare le sue canzoni perché la politica politicante non si addiceva a chi dichiara tuttora di non sapere, di avere il dubbio come unica certezza e di preferire che a ogni domanda ne segua un'altra.
Le sue proposte per tutelare gli autori, diffondere la musica nelle scuole e nelle carceri minorili non furono accettate. C'erano altre urgenze, come se la musica non aiutasse a sviluppare sensibilità nascoste e non fosse un linguaggio universale.
Paoli ha scritto una decina di canzoni che resteranno nel patrimonio della musica leggera non solo italiana e che riproporrà in chiave jazz nel concerto arquatese. Come interprete ci ha fatto conoscere le canzoni di Manuel Serrat, Jacques Brel, Piero Ciampi e Leo Ferré. Ha aiutato a muovere i primi passi canori a Luigi Tenco, Lucio Dalla, Fabrizio De André e Zucchero. Ha dato una mano a Umberto Bindi, quando l'Italia bacchettona cercava ? come poi è avvenuto ? di buttare nel "cestino" l'autore di Il nostro concerto perché non celava di essere gay. Cos'altro chiedere alla carriera, per chi ha iniziato come pittore e disegnatore pubblicitario tra i carruggi di Genova?
Ettore Brenta