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Venerdì 28 Aprile 2006 - Libertà

Vittorio Emanuele, Silvotti si fa da parte

L'ipotesi incompatibilità sul vicesindaco di S.Giorgio: «Rischio paralisi del cda, rinuncio»

(guro) Massimo Silvotti si fa da parte, non siederà nel consiglio di amministrazione del pensionato Vittorio Emanuele dopo che sul suo nome si sono allungate ombre di incompatibilità. Il vicesindaco (Ds) di San Giorgio - indicato dal Comune di Piacenza così come Luigi Rabuffi, presidente in pectore , mentre degli altri tre membri due sono stati designati dalla Provincia e cioè Chicco Berté e Nadia Montanari, e uno, Angelo Bergamaschi, dalla Fondazione - ha reso noto di «rinunciare all'offerta di nomina affinché sia favorita» una nuova designazione e quindi l'insediamento del cda.
Una decisione definita «ferma e serena, presa in assoluta autonomia», che serve a uscire da un'impasse che si protrae dal 31 dicembre, da quando cioè è giunto a scadenza l'attuale consiglio. Da quanto si è appreso, infatti, la Regione, a cui spetta l'atto formale di nomina - avrebbe mosso rilievi di incompatibilità verso Silvotti, che risiederebbero nell'essere amministratore di un Comune, San Giorgio, che rientra nel distretto socio-sanitario urbano. E nonostante sembrasse che il Comune fosse determinato a insistere nelle originarie designazioni valutando i rilievi infondati, ora l'interessato si sfila «a seguito», fa sapere, «di una riflessione ponderata e responsabile», e di fronte all'«ipotesi non remota di possibili ricorsi al Tar in merito a una mia eventuale incompatibilità, che se pur paventata da più parti, nessuno ha peraltro mai ufficialmente ravvisato, Regione inclusa; col rischio reale di una deleteria paralisi del nuovo Consiglio che dovrà svolgere nelle prossime settimane incombenze di assoluta rilevanza, non ultima la stesura del Piano di trasformazione in vista della costituenda futura Azienda di Servizi alla Persona del Distretto urbano». Silvotti ringrazia il Comune di Piacenza (e Reggi) per «la fiducia che ha saputo esprimermi» e auspica che «questa vicenda, basata su ipotesi non suffragate da elementi oggettivi che mi ha visto involontario protagonista, non complichi ulteriormente il lavoro» del nuovo cda.

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