Sabato 29 Aprile 2006 - Libertà
Presentato il 26° numero della rivista Archivum Bobiense
Gerberto fra politica e scienze
Nuovi studi sull'abate di Bobbio divenuto papa
Visione politica e pratica scientifica in Gerberto e altri studi dal Tardo Impero alla Liberazione, rappresenta la sintesi dei contenuti dell'ultimo volume della prestigiosa rivista Archivum Bobiense Vidi et gauisus sum, presentato ieri all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il convegno, che ha visto l'alto patronato del Consiglio pontificio per la cultura, è stato caratterizzato dall'intervento di eminenti professori italiani e stranieri.
Dopo l'introduzione dell'avvocato Danilo Biancospino, direttore responsabile della rivista bobbiese, il professor Flavio G. Nuvolone, dell'Università di Friburgo e direttore scientifico di Archivum, ha svolto un rapido esame del volume. Sono seguiti gli interventi di alcuni autori: Pierre Racine dell'Università di Marc-Bloch di Strasburgo, Osvaldo Garbarino dell'Università di Genova, Costantino Sigismondi dell'Università La Sapienza di Roma e Pietro Chiappelloni . Il benemerito cittadino onorario di Piacenza, Pierre Racine, ha trattato dell'economia bobbiese all'epoca carolingia, secondo una recente analisi dello studioso tedesca Volker Stamm. Racine ha illustrato la pubblicazione di Stamm Jahrbuch für Wirtschaftsgeschichte (annuario dell'economia storica, ndr), dai contenuti legati alla economia del monastero di Bobbio, in particolare mettendo in rilievo le meccaniche delle culture, dei tipi di allevamento e alimentazione e degli scambi praticati all'epoca del monastero bobbiese. Racine ha quindi spiegato che la ricerca del tedesco rappresenta una innovazione rispetto alla storiografica dell'economia studiata fino ad oggi.
Garbarino, nella sua relazione, ha illustrato l'Organizzazione plebana nell'Appennino ligure-toscano, essendo un ampio percorso che ha come punto di partenza e di riferimento proprio la fondazione colombaniana dell'abbazia di Bobbio, quale depositaria di funzioni amministrative civili, quindi quale supporto, e in stretta simbiosi, delle strutture distrettuali pubbliche, per poi reinteressarsi al territorio abbaziale, ma non solo, ai fini di evidenziare il quadro organizzativo di chiese, parrocchie e pievi in contesti cronologici e territoriali relativamente omogenei. Insediamenti nel demanio pubblico, che da strategici e decentrati, evolvono verso forme di colonizzazione e di distrettualizzazione civile e religiosa.
L'analisi scientifica dell'astronomia occidentale calolingia, di quella araba, gli studi in materia di Gerberto, abate bobbiese, divenuto nell'anno 999 papa Silvestro II, è stata l'oggetto della relazione di Sigismondi. Il docente ha poi spiegato che all'epoca, nel mondo arabo, erano diffusi molti trattati, che furono in parte oggetto di studio di Gerberto, nella sua permanenza in Catalogna, il resto della Spagna essendo sotto il dominio arabo. L'autore mostra come Dungalo, maestro dello Studio Pavese, poi monaco di San Colombano di Bobbio all'epoca di Carlo Magno, avesse effettuato un'analisi scientifica al quesito imperiale sulla frequenza delle eclissi di sole nell'anno 810, descrivendo, dall'"osservatorio" di Aquisgrana, la meccanica del fenomeno. La situazione di Gerberto era profondamente modificata dalle conoscenze attinte dai trattati arabi e ciò ha lasciato dei segni nei suoi discepoli.
La "Via degli Abati", è stato l'oggetto dell'ultimo intervento di Chiappelloni, trattando della problematica dell'itinerario, promosso dal bobbiese Giovanni Magistretti. Il relatore descrive la problematica dell'itinerario nell'ottica della fondazione di Bobbio e della sua rete viaria, la connette poi al tracciato della Francigena, ne dettaglia il percorso e i monumenti; riflette infine sulle iniziative escursionistiche e promozionali per uno sviluppo turistico compatibile.
L'impegno duraturo da parte della Fondazione di Piacenza e Vigevano a favore della pubblicazione di Archivum Bobiense è stata poi salutata con favore e riconoscenza dal professor Nuvolone che ha sottolineato, «si perpetua così la diffusione della innovazione culturale di 1400 anni di storia consolidata bobbiese essendo faro di cultura a livello europeo, visti i notevoli scambi e discussioni che dalla rivista e dai convegni si sono sviluppati anche a livello internazionale».
di PAOLO CARINI