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Sabato 29 Aprile 2006 - Libertà

Marazzi lascia il timone della Cementirossi

Dimissioni da amministratore delegato. Subentra Maurizio Vecchi, nipote di Aonzo

Non sarà un impegno a tempo pieno quello di Giacomo Marazzi alla guida della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Nemmeno ora che non è più amministratore delegato della Cementirossi. Lo ha scherzosamente fatto presente l'interessato dando notizia, ieri alla conferenza stampa sul bilancio 2005 dell'ente di via Sant'Eufemia, delle sue dimissioni dalla carica di vertice dell'industria di via Caorsana.
Sono freschissime, risalgono al giorno prima ed erano un po' nell'ordine delle cose, ha considerato Marazzi, nel senso che in Cementirossi si era messo in conto che quando i tempi fossero giunti a maturazione il passaggio di consegne sarebbe stato inserito in agenda.
Passaggio di consegne con Maurizio Vecchi, nipote di Aldo Aonzo, lo storico patron del cementificio piacentino scomparso tre anni fa. Maurizio è uno dei due figli di Francesca, unigenita di Aonzo. Di carattere schivo come il nonno, si è formato nell'azienda di famiglia di cui è uno dei titolari (siede anche nel direttivo della locale Confindustria).
Dopo il "periodo di traghettamento" di cui si è fatto carico Marazzi, passa ora nelle sue mani il timone manageriale della Cementirossi, un colosso del settore della produzione del cemento (anche del calcestruzzo, sfornato dagli stabilimenti della Beton Rossi, società del gruppo dove opera il fratello Massimo). Marazzi ha tenuto comunque a specificare che resta consigliere della Cementirossi e soprattutto che la decisione di lasciare la carica di amministratore delegato è stata presa in piena sintonia con i vertici aziendali.
Più spazio, dunque, per lui da dedicare alla presidenza della Fondazione, ma «non a tempo pieno perché la voglia di fare l'imprenditore e di mettere a frutto la mia esperienza in questo mestiere mi è rimasta tutta e non intendo rinunciarvi». È quanto ha annotato Marazzi, ricordando i suoi numerosi impegni frutto di svariate cariche sociali in giro per l'Italia: dalla presidenza di Aitec, l'associazione nazionale dei cementieri al seggio nel cda di Beni Stabili e a quello, acquisito più di recente, in un'altra società quotata in Borsa che però l'interessato ha preferito lasciare nell'anonimato limitandosi a evocare «progetti di rilievo» che lo vedranno presto protagonista.
Durante la conferenza stampa, il presidente della Fondazione ha definito «ottimi» i rapporti con le istituzioni locali, Comune e Provincia in particolare che un anno fa ne avevano salutato con accese polemiche la candidatura alla guida dell'ente di via Sant'Eufemia: in politica, considera, «può accadere che in momenti di un certo tipo si dicono certe cose e che in altri momenti non si dicono più. Io non sono un politico e cerco di far parlare i fatti e i risultati».

gu.ro.

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