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Giovedì 27 Aprile 2006 - Libertà

Municipale - Successo e trionfo ieri sera alla "prima" dell'opera rossiniana, sul podio della "Toscanini" Scimone

Nucci, è proprio un Figaro di qualità
"Barbiere" nel segno del baritono che bissa "Largo al factotum"

PIACENZA - Il Barbiere di Siviglia vince ancora e si conferma opera di sicuro richiamo. Teatro Municipale gremito ieri sera per la "prima" dell'opera rossiniana, confermando il successo della nuova produzione con l'Orchestra della Fondazione Toscanini diretta in maniera molto accurata dal maestro Claudio Scimone e il grande baritono Leo Nucci, atteso e applauditissimo "signor Figaro", padrone della scena, trionfatore della serata, che ha addirittura bissato Largo al factotum.
A far ala al grande cantante una compagnia di cantanti giovani all'altezza del compito, dalla fresca Rosina resa con eleganza dalla debuttante Roberta Canzian a Francesco Meli, giovane tenore di voce sicura, perfettamente aderente al personaggio del conte D'Almaviva, pronto al rocambolesco travestimento pur d'arrivare all'amata.
Poi in palcoscenico Elia Fabbian, burbero don Bartolo, ridicolo nella sua pretesa di tenere per sé la giovane mentre don Basilio è stato reso con autorevolezza da Rafal Siwek. Completavano il cast Maria Cioppi nel ruolo di Berta e Giovanni Guagliardo in quello di Fiorello e dell'ufficiale di servizio.
Il Coro del Teatro Municipale, per l'occasione chiamato in formazione ridotta, con solo voci maschili, è stato puntualmente diretto dal maestro Corrado Casati. Apprezzate le soluzioni registiche rispettose del testo e in linea di tradizione di Paolo Panizza, scene ad elementi mobili di Carlo Centolavigna, luci di Fiammetta Baldiserri, costumi appropriati di Artemio Cabassi.
Divertimento assicurato dalla piacevolezza della musica e dal canto orecchiabile oltre che conosciutissimo, per uno spettacolo in cui trovano spazio la definizione dei personaggi attraverso la caratterizzazione di sentimenti riconoscibili come amore, gelosia, egoismo.
La calunnia è un venticello insegna don Bartolo che s'insinua e può trasformarsi in tempesta e travolgere chi la subisce. Ma è ancora Figaro a guadagnare il consenso del pubblico per la modernità del suo personaggio, uomo nuovo per tempi nuovi, fatto da sé, abile a destreggiarsi fra le difficoltà del momento, per trovare la via d'uscita di sicuro guadagno.
Il successo dell'opera di Rossini si fonda sulla modernità dei suoi personaggi e sul sicuro meccanismo teatrale della commedia di Beaumarchais. Applausi a scena aperta e anche alla fine per tutti. Si replica domani alle ore 20.30 per il turno B e domenica alle ore 15.30 fuori abbonamento.

Gian Carlo Andreoli

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