Giovedì 27 Aprile 2006 - Libertà
Fondazione Toscanini, la Filarmonica si stacca
Nasce la Synphonica, Maazel guida.
Roi: difficoltà economiche, noi non smantelliamo
MILANO - La Filarmonica Arturo Toscanini si stacca dalla Fondazione Arturo Toscanini e confluisce in una nuova compagine Synphonica Toscanini. Ne ha dato notizia ieri ai giornalisti il maestro Lorin Maazel, che ne è già direttore stabile e seguirà la "sua" orchestra. Il celebre direttore lo ha reso noto in occasione della presentazione, a Milano, del concerto benefico del 30 giugno prossimo, nella Basilica di S. Marco a Venezia, per finanziare il restauro dei mosaici della Cupola della Creazione. Le vicende della Filarmonica Toscanini, con sede a Parma, avevano raggiunto un punto critico nei giorni scorsi - secondo quanto si è appreso - poiché la Fondazione, per motivi economici, aveva annullato le tournée estive, a cominciare da quello di domani, 28 aprile, a Barcellona e da quello di dopodomani a Bergamo nell'ambito del Festival dedicato ad Arturo Benedetti Michelangeli. Concerti a cui l'orchestra ha deciso di partecipare comunque, con il vecchio nome, rinunciando al compenso. Ma dal 1° maggio il nome ufficiale è Synphonica Toscanini. Le fonti di finanziamento della nuova orchestra saranno le stesse della vecchia, già sostenute, per l'80%, da elargizioni di sponsor privati. «Proprio l'altro ieri - ha detto ieri mattina Maazel - sono stato informato di una nuova iniziativa intrapresa dall'orchestra. In questa settimana c'è stato un movimento da parte dei musicisti per trovare il modo di andare avanti con le proprie forze, e ieri l'altro si sono costituiti in forma associativa e hanno deciso di darsi un altro nome sempre collegato al maestro Toscanini, con un doppio scopo: di darsi la massima libertà per costruire le prossime tournée ed essere padroni del proprio destino. Avendomi comunicato questa loro decisione, ottenuta con l'unanimità di tutti i componenti dell'orchestra, io come direttore stabile, sentendomi leale a loro e rendendomi conto di tutto quello che abbiamo fatto finora dal punto di vista artistico, ho dato loro la mia piena adesione».
Maazel ha aggiunto che i componenti dell'orchestra «hanno pienamente ragione: con una gestione dell'orchestra che non ha altri impegni che quello di gestire l'orchestra stessa a vantaggio dell'orchestra - ha precisato il maestro - questo ci darà una libertà preziosa per costruire il nostro avvenire».
E ha proseguito: «D'altra parte, dato che recentemente abbiamo sentito dalla Fondazione che la tournée all'estero di giugno e luglio improvvisamente dovrebbe essere disdetta a causa di problemi finanziari, con questa mossa dell'orchestra possiamo sollevare il peso del budget dell'orchestra dalla Fondazione, per permettergli di proseguire le sue altre importanti attività tra cui Busseto e le stagioni di Piacenza».
«Anche a nome dell'orchestra» il maestro ha pubblicamente ringraziato la Fondazione «per i quattro anni di appoggio e lealtà», dicendosi rattristato di una situazione che l'ha costretta «a ridurre l'attività dell'orchestra per ragioni puramente finanziarie. Sappiamo che la Fondazione vuole tanto bene all'orchestra - ha concluso - come noi vogliamo tanto bene alle attività della Fondazione».
«La Fondazione Toscanini ha preso atto con sorpresa delle dichiarazioni di Maazel» sulla nuova realtà che dovrebbe nascere dalla Filarmonica staccata dalla Fondazione e in una nota in cui «apprezza le attestazioni di stima del maestro Maazel e le ricambia» ribadisce anche di non essere affatto intenzionata ad interrompere l'attività del complesso, bensì di volerne rimodulare, in presenza di oggettive difficoltà di bilancio, la mole di attività in rapporto alle risorse effettivamente disponibili».
La Fondazione esprime poi «il proprio intendimento di non accettare iniziative unilaterali che prescindano dalla propria posizione istituzionale, dichiarandosi pronta a tutelare gli investimenti sostenuti. Tutto ciò riconoscendo senza riserve a Maazel e ai musicisti che partecipano a questo progetto il pieno e leale spirito di collaborazione». Alla richiesta di precisazioni, la Fondazione spiega che non è affatto intenzionata a ricorrere alle vie legali e che, semmai, rilancia un invito a procedere con tempi e modi meno tempestivi nel processo di separazione. A Parma resta comunque l'Orchestra della Fondazione.
r. s.