Martedì 25 Aprile 2006 - Libertà
Divertimento e bella musica per l'anteprima al Municipale. Nel foyer una vecchia poltrona da barbiere
"Barbiere", accoglienza festosa dei giovani
Applausi a scena aperta per l'opera buffa con musica di Rossini
Piacenza - Al Teatro Municipale il sipario si è aperto per l'anteprima de Il Barbiere di Siviglia, melodramma buffo in due atti di Cesare Sterbini, per la musica di Gioacchino Rossini, accolto festosamente da una platea di giovani che fa ben sperare per il prossimo futuro del teatro d'opera.
La "prima" è confermata per domani (ore 20.30 turno A), repliche venerdì (ore 20.30 turno B) e domenica (ore 15.30 fuori abbonamento). L'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini è diretta dal maestro Claudio Scimone, il Coro del Teatro Municipale è diretto dal maestro Corrado Casati. Tutti pronti in scena gli interpreti Roberta Canzian (Rosina), Leo Nucci (Figaro), Francesco Meli (Conte d'Almaviva), Elia Fabbian (Don Bartolo), Rafal Siwek (Don Basilio), Maria Cioppi (Berta), Giovanni Gagliardo (Fiorello e ufficiale), Roberto Adriani (Ambrogio).
I giovani spettatori, attenti alle vicende del palcoscenico, hanno sottolineato con applausi a scena aperta il loro divertito gradimento. L'opera buffa si presta particolarmente ad essere accostata da spettatori digiuni di teatro d'opera, offrendo divertimento insieme a bella musica orecchiabile, nelle scene di Carlo Centolavigna, illuminate da Fiammetta Baldiserri, con i colorati costumi di Artemio Cabassi. La trama è giocata sulla vicenda amorosa di Rosina, ospite di Don Bartolo che trama per farla sua sposa, segretamente amata dal conte d'Almaviva, presente sotto mentite spoglie. Figaro, il barbiere di Siviglia, da tutti richiesto, si presta a ingarbugliare ancor più la matassa, con le sue invenzioni per far incontrare i giovani amanti.
Hanno aderito all'iniziativa rivolta agli studenti le scuole elementari "Taverna", medie "Nicolini", "Dante-Carducci", "Calvino" e medie superiori "Romagnosi", "ITIS Marconi", "Colombini", licei "Respighi" e "Gioia". Buona rappresentanza di ragazzi delle classi quarta e quinta elementari da Corno Giovine e S. Stefano Lodigiano, accompagnati dalle insegnanti Arianna Martini e Gabriella Cantoni, preparati e guidati all'ascolto dall'insegnante di musica Nicola Callegari.
Alice Carbone, Simona Mulazzi sono studentesse dell'Istituto "Colombini" per la prima volta ad assistere all'opera lirica. «E' una vera sorpresa - dice Alice - dell'opera m'ero fatta un'idea diversa, questa è davvero divertente, così varia nella musica e nelle situazioni, mi ha appassionato». L'insegnante di lettere e storia Luciana Rossetti, che accompagna le studentesse, amante della musica e del teatro d'opera, valuta positivamente l'iniziativa: «Sono stata informata della possibilità di venire a teatro - dice - dalla collega Adriana Egivi, insegnante di musica. Ho subito aderito, ritenendo che l'esperienza diretta dello spettacolo valga più di tanti discorsi teorici. E' un modo di avvicinare i giovani, per farne il pubblico di domani».
Francesco Rossi e Giorgio Losi, allievi della Media "Nicolini" annessa al Conservatorio, sono abituali frequantatori del teatro: «A noi piace molto venire a teatro, veniamo anche con i nostri genitori». Sara Bravi, Ambra Bernazzani, Chiara Albanesi del liceo "Gioia", assistono all'opera per la prima volta. «Abbiamo saputo dell'iniziativa e abbiamo voluto provare l'esperienza - dice Sara - divertente, per niente noiosa». «Penso di tornare, decisa ad affrontare anche il repertorio drammatico - dice Chiara - se non altro per rendermi conto della differenza fra i vari spettacoli».
Com'è ormai consuetudine all'anteprima sono invitati gli anziani delle case di riposo. Hanno aderito all'iniziativa le Case "Maruffi", "Vittorio Emanuele", "ONFS" di Piacenza e "Balderacchi" di Pontedellolio, "Ceresa" di S. Giorgio. La signora Roberta Bonatti è ospite della Casa "Ceresa" di S. Giorgio: «Non sono di S. Giorgio - dice la signora - sono di Chiaravalle e a teatro vengo per la prima volta. Mi piace la musica, però non capisco tanto le parole. Da giovane non sono mai venuta a teatro, ghera mia teimp, cara el me om, c'era da lavorare e poi non c'erano soldi, però l'è bella».
Per l'occasione è stata allestita nel foyer una piccola scenografia con la poltrona del barbiere-figaro messa a disposizione da Romano Gobbi della libreria internazionale "Romagnosi".
Gian Carlo Andreoli