Martedì 25 Aprile 2006 - Libertà
Singolare scelta di "Polonaises" per il concerto di Thiollier giovedì al Municipale
«Ecco i figli di Mozart e Bach»
Il pianista propone brani di due noti rampolli
PIACENZA - François-Joël Thiollier, noto pianista franco-americano dalla singolare personalità, si esibirà giovedì 27 aprile alle 21 al Teatro Municipale, nell'ambito della stagione concertistica 2005/2006 curata dalla Fondazione Arturo Toscanini.
Il recital di Thiollier s'intitola Polonaises ed include pagine di Chopin (Polonaise op. 26 n. 1 e n.2, Polonaise op. 40 n. 1 e n.2 ed il celeberrimo Andante spianato et grande Polonaise brillante op. 22 di Liszt (Polonaise n.1) ma anche di Czerny, Wilhelm Friedmann Bach e Franz Xaver Mozart, il primo figlio di Johann Sebastian e l'altro di Wolfgang Amadeus. Insomma, due autori poco conosciuti, a dispetto del cognome importante. «Eppure - dice il maestro Thiollier - vi sono brani come le "polacche" composte dai figli di Bach che sono considerate tra le più belle composizioni di tutti i tempi».
Maestro, nei suoi programmi lei non disdegna di proporre percorsi artistici monotematici ad ampio raggio, ricamati lungo epoche e stili differenti, come farà in "Polonaises" giovedì a Piacenza.
Credo sia interessante, per il pubblico ma anche per l'esecutore, attraversare un percorso mirato, non casuale. Ciò che spicca in "Polonaises", in particolare, è in un certo senso la scoperta di una letteratura meno nota rispetto a quella di Chopin e Liszt, un parallelo con le loro celeberrime pagine.
Quali caratteristiche contraddistinguono le polacche di Czerny, Bach e Mozart jr rispetto a questi due autori?
Carl Czerny, che fu tra l'altro allievo del grande Beethoven e maestro di Liszt, predilige le innumerevoli possibilità tecniche del pianoforte, pur mantenendo dal punto di vista compositivo una indubbia squisitezza di linguaggio. Wilhelm Friedman Bach, figlio di cotanto padre, oltre ad essere stato un compositore piuttosto fertile, è per molti aspetti stupefacente in quanto a ricchezza dei caratteri musicali, mentre Franz Xaver Mozart, nelle sue "Polonaises mélancoliques" mostra di avere ereditato l'orecchio musicale paterno, pur senza raggiungere la stessa "altitudine", indugiando, in questi pezzi, sul genere descrittivo.
Lei è considerato uno dei pianisti più completi ed è franco-americano di nascita: quanto sono state importanti nella sua formazione queste due culture?
Direi che sono state fondamentali, come per tutti del resto. Sarebbe molto difficile pensare a una mia formazione differente: penso ai miei studi con Robert Casadesus a Parigi ma anche a quelli americani con Sascha Gorodnitzki alla Julliard School. Un'impronta iniziale, che poi mi ha permesso di proseguire lungo una carriera ricca e di grande soddisfazione.
In un'intervista pubblicata ieri su Libertà, il baritono Leo Nucci, che interpreterà Figaro nel "Barbiere di Siviglia", lamenta la poca importanza riservata alla musica in Italia, a partire dalla scuola. Lei che ne pensa?
In Italia tengo concerti e masterclasses che mi portano a contatto con un certo tipo di pubblico o con pianisti già formati. Devo dire, però, che capisco bene quello che Nucci intende con "mancanza". E' un problema, in Italia così come in altri Paesi. Manca un sostegno alla cultura, quindi manca una cultura musicale. Si tratta di un grave problema, che ha radici politiche ma anche sociali ed economiche. Sarebbe necessaria una maggiore attenzione rispetto a quella che evidentemente è stata rivolta finora alla musica.
I biglietti del concerto di Thiollier si possono acquistare alla biglietteria del Teatro Municipale dalle 10.30 alle 13, oggi e domani, e giovedì dalle 10.30 alle 13 e dalle 19 alle 21.
Stefania Nix