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Sabato 22 Aprile 2006 - Libertà

Si avvicina il debutto al Municipale del "Barbiere di Siviglia" con l'Orchestra della Fondazione Toscanini

Scimone: «Vi racconto il mio Rossini»
Il maestro ha già inciso molti inediti del compositore

PIACENZA - "La calunnia è un venticello...". Lo sapeva bene Gioacchino Rossini, che ne fu travolto alla prima del suo Barbiere di Siviglia al Teatro Argentina nella sera di carnevale del 20 febbraio 1816, una tempesta di fischi e schiamazzi provocata ad arte - si sospettò - dagli amici e sostenitori di Paisiello, autore a sua volta di un precedente intervento musicale sulla commedia di Auguste Beaumarchais.
Al Teatro Municipale tutto procede secondo il programma, che prevede un'anteprima per le scuole lunedì 24 aprile (ore 15,30), una "prima" mercoledì 26 (ore 20,30 turno A), repliche venerdì 28 (ore 20,30 turno B) e domenica 30 aprile (ore 15,30 fuori abbonamento). In palcoscenico si prova con l'Orchestra della Fondazione Toscanini diretta dal maestro Claudio Scimone, nome legato indissolubilmente a quello de "I Solisti Veneti", complesso da lui fondato nel 1959 a Padova, la sua città.
E' inevitabile chiedere al maestro della sua "creatura". «Gode ottima salute» risponde sorridendo Claudio Scimone, che ha in programma tanti impegni internazionali, in Israele, poi a Mosca con il patrocinio della NATO e al Festival di Omsk con il Coro dell'Arena di Verona per il Requiem di Giuseppe Verdi.
L'intensa attività internazionale consente a Scimone di conoscere da vicino diverse realtà musicali. Ma quali considerazioni ne può trarre dal confronto con l'Italia? «Farei alcuni distinguo importanti: la situazione italiana è interessante se si guarda al fervore di iniziative. Abbiamo una scuola che assicura ai giovani una buona preparazione, abbiamo giovani che si dedicano alla musica con entusiasmo, elementi di sicuro valore. C'è il talento. Le note dolenti riguardano piuttosto la situazione organizzativa finanziaria, la distribuzione delle risorse. In momenti di difficoltà, non sono le grandi strutture, gli Enti lirici per intenderci, a veder compromessa la loro attività, ma la rete articolata e importante delle realtà periferiche. Il danno maggiore è il venir meno di un circuito che è linfa vitale soprattutto per i giovani, per mettersi alla prova, per farsi conoscere».
Il maestro Claudio Scimone è invitato come direttore ospite dalle più importanti istituzioni musicali, da Londra e New York a Tokyo; è direttore onorario dell'Orchestra Gulbenkian di Lisbona, è consulente del gruppo editoriale e direttore ospite al Festival Rossini di Pesaro. Per questo parlare di Rossini con il maestro Scimone è un immergersi nella più profonda conoscenza dell'opera del compositore: «Abbiamo registrato in prima mondiale un numero importante di inediti rossiniani - conferma il maestro - con la prima versione veneziana di Maometto II, poi Mosè in Egitto, Ermione, Zelmira e Armida, e la registrazione di Italiana in Algeri con Marylyn Horne ha conquistato il Premio Grammy di Los Angeles».
Al Teatro Municipale si lavora con una compagnia di canto formata da giovani, anche debuttanti. Come si trova il maestro con loro? «Il loro entusiasmo, oltre alle sicure doti vocali sono ottime premesse per ben fare. La presenza fra questi giovani di Leo Nucci, con cui ho fatto tante recite del Barbiere all'Arena di Verona, è una garanzia in più. I tempi di preparazione sono stretti, ma la disponibilità di tutti ci consente di lavorare serenamente e con profitto».
Musicologo di fama internazionale il maestro Claudio Scimone, nella sua lunga carriera ha raccolto numerosissimi riconoscimenti tra cui il Gran Prix Mondial du Disque, il Premio della Critica Discografica, medaglia d'oro dei benemeriti dell'arte e della cultura.

GianCarlo Andreoli

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