Domenica 16 Aprile 2006 - Libertà
La bacchetta magica di Weiser "accende" l'orchestra Toscanini
Al Municipale anche la giovanissima violinista Janke, impegnata in un difficile spartito di Paganini
Il maestro Andreas Sebastian Weiser lo aveva previsto nell'intervista apparsa nei giorni scorsi su Libertà: "L'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini possiede naturalmente la capacità di cogliere lo spirito e le sfumature che caratterizzano lo spartito di Gioachino Rossini". Ed è stato così che il concerto dell'altra sera al Teatro Municipale.
Concerto nell'ambito della stagione musicale curata dalla Fondazione Toscanini, che si è aperto con leggiadre coloriture della Sinfonia dal Barbiere di Siviglia, la cui esecuzione è stata subito applaudita da un pubblico poco numeroso.
Protagonista della parentesi dedicata a Niccolò Paganini è stata la giovanissima Yuki Manuela Janke, in uno sfavillante vestito rosso che lasciava presagire toni appassionati. La violinista, di origini asiatiche ma nata a Monaco, ha avuto il ruolo di solista nel Concerto in Re maggiore per violino ed orchestra n. 1 op. 6.
La Janke ha mostrato sicurezza e padronanza nella tecnica e, discretamente, anche nelle doti interpretative, sebbene sia mancato un po' di brio e di espressività nell'esecuzione dell'impegnativa pagina paganiniana.
Nel primo movimento, Allegro maestoso, sono emerse lievi disparità negli attacchi con l'orchestra. Tuttavia, probabilmente trascinati dalla prima delle tre cadenze, nella quale la violinista ha saputo dare prova delle sue abilità tecniche, gli spettatori l'hanno applaudita dopo la fine del primo tempo (a dispetto delle regole del galateo musicale). Meglio l'Adagio espressivo, più lento e, per questo, più "pensato". Gradevole anche l'esecuzione del notissimo Rondò, Allegretto spiritoso, che alla fine ha strappato ovazioni al pubblico, al quale la violinista ha regalato un bis, restando sempre in "casa Paganini", con il Capriccio n. 24, ben interpretato.
La Sinfonia in Do minore n. 2 op. 17 "Piccola Russia" di Tchaikovskij è un brano che non viene spesso eseguito e quindi, nella seconda parte della performance, c'era una certa attesa.
L'Orchestra della Fondazione Toscanini ha letto questo interessante capolavoro con buona padronanza, anche se è forse mancata un po' di completezza nella lettura dei particolari armonici e di certe sfumature espressive. Il musicista russo, pur con forti contaminazioni occidentali, è certamente uno dei più rappresentativi del suo territorio e della sua epoca. Il tratto più caratteristico che distingue la musica occidentale da quella dei Paesi dell'Est europeo è certamente l'ampio ricorso alla tradizione folkloristica, che non è stato sufficientemente sottolineato nell'esecuzione. Tchaikovskij, dopo aver esposto il tema, non lo elabora, non ne fa oggetto di studio speculativo come accade nella musica occidentale, bensì ritaglia uno spazio netto e preciso all'interno della melodia, definendola in modo unico e, sovente, un po' estraneo ai cliché occidentali ed italiani in particolare. In ogni caso, il pubblico ha lungamente applaudito l'interpretazione della "Toscanini", più che decorosa, diretta da un visibilmente impegnato Weiser nel tentativo di "spingere oltre".
Il prossimo appuntamento della Concertistica al Municipale è previsto per giovedì 27 aprile: dopo l'incanto che Ivo Pogorelich regalò lo scorso anno ai piacentini (il momento culminante di tutta la stagione musicale 2004/2005), sarà la volta di un altro pianista di chiara fama, François-Joel Thiollier, che proporrà un programma di Polonaise di Wilhelm Friedemann Bach, Franz Xaver Mozart, Carl Czerny, Franz Liszt e Fryderyc Chopin.
di STEFANIA NIX