Martedì 18 Aprile 2006 - Libertà
"Da Copenhagen a via Panisperna"
Una commedia su due Nobel
E il Respighi vince il premio
Il riconoscimento
al concorso "Centoscuole"
per il miglior lavoro scientifico rivolto
alle scuole superiori d'Italia
Da una commedia che narra dell'incontro tra due fisici premi Nobel, ancora oggi velato di mistero, a un percorso interdisciplinare che fa nascere negli studenti la voglia di saperne di più sui grandi temi del Novecento.
Il progetto "Da Copenhagen a via Panisperna" ha fatto vincere al liceo Respighi il concorso "Centoscuole", organizzato dalla Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo, quale miglior lavoro scientifico rivolto alle scuole superiori d'Italia. Il progetto ha interessato più classi, si è sviluppato su tre anni scolastici ed è stato oggetto di un incontro (all'auditorium della Fondazione) con un esperto del settore: Adalberto Piazzoli, ordinario del dipartimento di fisica nucleare all'università di Pavia.
«La meccanica quantistica, lo scienziato Enrico Fermi e i ragazzi di via Panisperna hanno posto le basi fondamentali per lo sfruttamento del nucleare», ha ricordato il docente universitario. Piazzoli durante la sua relazione ha tracciato una panoramica sulle due illustri figure della fisica internazionale: il danese Niels Bohr e il tedesco Werner Heisemberg.
«Bohr ottenne il premio Nobel e fu definito il padre della meccanica quantistica - ha ricordato -. Venne insignito della residenza onoraria a Carlsberg, il castello che il grande produttore di birra metteva a disposizione per un anno al danese più in vista dell'anno. Ricevette anche un premio per la scoperta delle vibrazioni del getto d'acqua, che gli fu utile in seguito per determinare il modello "a goccia" dell'atomo».
Entrambi gli scienziati sono stati protagonisti dell'incontro, avvenuto il 1941 a Copenhagen sullo sfondo dell'occupazione nazista, di cui narra la commedia, punto di partenza del progetto del liceo Respighi. «Ciò che si dissero i due rimane ancora oggi un mistero ed esistono versioni diverse sul contenuto del documento sulla bomba atomica tedesca. Anche le ragioni per cui la Germania non riuscì a costruire un ordigno nucleare rimane ancora un giallo», ha ricordato Piazzoli. A partire dall'incontro, gli studenti si sono cimentati in una ricerca che li ha portati ad esplorare la fisica moderna dalla meccanica quantistica all'applicazione dell'energia nucleare.
«L'intero progetto, sviluppato dagli studenti, è stato un lavoro particolarmente significativo che ha impegnato diverse classi e che ha ottenuto un importante riconoscimento - ha ricordato la preside Licia Gardella -. Questo progetto rappresenta una buona pratica da prendere ad esempio anche nel futuro, per il lavoro multidisciplinare che consente». «È nato - ha concluso la professoressa Maria Alberta Sacchetti - come modulo di analisi letteraria di un'opera dal contenuto scientifico e poi si è rivelato uno strumento che ha permesso un percorso di ricerca in tutto il Novecento, dalla letteratura alla scienza».
Ilaria Molinari