Sabato 15 Aprile 2006 - Libertà
Dalla Regione dubbi di incompatibilità per un membro.
Ma il Comune: sono infondati
Vittorio Emanuele, ancora al palo il nuovo cda
Il consiglio di amministrazione del Pensionato Vittorio Emanuele è decaduto dal 31 dicembre scorso, ma, a tre mesi e mezzo di distanza, è ancora al suo posto. I cinque membri che avrebbero dovuto subentrare, pur essendo stati individuati già intorno alla fine del 2005 dai tre enti designatori, e cioè Fondazione di Piacenza e Vigevano (1 componente), Comune (2) e Provincia (2), non si sono mai insediati.
Il motivo, da quanto si è appreso, starebbe in un rilievo di incompatibilità mosso dalla Regione Emilia-Romagna - al cui presidente spetta l'atto formale di nomina dei vertici di enti quali il Vittorio Emanuele - nei confronti di uno dei prescelti e cioè Massimo Silvotti, uno dei due designati dal Comune (l'altro è Luigi Rabuffi, mentre in quota alla Fondazione è Angelo Bergamaschi, e alla Provincia Nadia Montanari e Chicco Bertè). Silvotti è vicesindaco (diessino) di San Giorgio, l'ipotizzata incompatibilità starebbe proprio in questa sua carica: San Giorgio è infatti uno dei Comuni del distretto urbano a cui appartiene Piacenza e altri centri della Bassa Valnure (Vigolzone, Podenzano, Pontedellolio) e della Bassa Valtrebbia (Gossolengo e Rivergaro). I distretti sono le porzioni in cui da qualche anno il territorio è stato suddiviso nel segno di una gestione intermunicipale delle politiche socio-sanitarie, l'ambito cioè di cui anche il pensionato di via Campagna fa parte.
La Regione deve aver perciò ravvisato la possibilità che agli amministratori dei Comuni del distretto urbano si estenda l'incompatibilità che lo statuto del Vittorio Emanuele esplicitamente stabilisce per gli "inquilini" (consiglieri o assessori) degli enti di suo stretto riferimento, vale a dire Fondazione, Provincia e Comune capoluogo.
Una valutazione di cui da Bologna risulta abbiano messo a parte palazzo Mercanti. Dove, però, a un supplemento di istruttoria giuridica, si sarebbero convinti dell'infondatezza del rilievo di incompatibilità confermando perciò la designazione di Silvotti.
La Regione pare che, di fronte a una formale "assunzione di responsabilità" del Comune designatore sul caso controverso, possa risolversi per un via libera alla nomina. L'atto dovrebbe arrivare a breve da Bologna consentendo perciò al nuovo cda di insediarsi in via Campagna.
Così starebbero, dunque, le cose anche se il condizionale è d'obbligo dal momento che tutto il confronto lungo l'asse Bologna-Piacenza sarebbe avvenuto in gran riservatezza. Interpellato sulla vicenda l'assessore ai servizi sociali Leonardo Mazzoli non ha voluto commentare più di tanto spiegando così il ritardo delle nomine al Vittorio Emanuele: «Per quanto mi risulta è una questione di trafila burocratica da esperire».
gu.ro.