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Giovedì 13 Aprile 2006 - Libertà

Dépliant presentato in Fondazione

Musei piacentini: ecco la "bussola"
Sarà guida e incentivo per i turisti

Castellarquato, Veleia, San Pietro in Cerro, Monticelli, Sant'Agata, Chiaravalle, Bobbio, Cassolo, Ottone, Rivalta, Travo, Pianello, La Tosa, Castelsangiovanni, Parco dello Stirone e Riserva del Piacenziano: i luoghi cui far tappa per conoscere i musei del Piacentino, per raggiungere i quali c'è ora l'utile bussola promossa dalla Provincia.
Un pieghevole che sta in una tasca, in distribuzione gratuita, con le informazioni necessarie per arrivare nelle sale di 19 musei e in due aree protette di particolare rilevanza naturalistica. Il dépliant è stato presentato in Fondazione dall'assessore provinciale alla cultura e al turismo Magnelli, che ha spiegato come a disposizione dei navigatori di internet ci fosse già il portale Piacenzamusei, cui ora si aggiunge il pieghevole stampato a colori: «Strumento utile e agevole, pensato per i non piacentini, ma anche per i nostri concittadini», ai quali sono rivolti oltre 20 suggerimenti per una gita non lontano da casa. Per Laura Carlini, responsabile Servizio musei dell'Istituto beni culturali della regione, si tratta di un'opportunità per incrementare il turismo culturale nel Piacentino, la cui offerta museale è «straordinaria, ma non conosciuta come meriterebbe».
Sui musei archeologici di Travo e Pianello e sull'area di Veleia è intervenuta Monica Miari, della Soprintendenza per i beni archeologici della regione: «Travo e Pianello sono realtà piccole che svolgono bene la loro funzione sia didattica che di valorizzazione e tutela del territorio. A Veleia a breve saranno riaperti gli scavi, per indagarne scientificamente il primo impianto, di età repubblicana, al fine di precisare meglio le fasi e i motivi di questa fondazione».
Carlo Francou, direttore del museo geologico di Castellarquato, ha parlato anche del Parco dello Stirone, della Riserva del Piacenziano e del museo di Monticelli, con il quale è in atto una collaborazione relativa alle attività sui fossili del Quaternario, che in futuro ha auspicato venga potenziata, per sfruttare al massimo le sinergie. Davide Gasparotto, della Soprintendenza per i beni storico-artistici di Parma e Piacenza, ha osservato la varietà delle raccolte della provincia, «da valorizzare in rapporto con le emergenze cittadine, i castelli, il paesaggio e l'enogastronomia». Come si è giunti all'oggi è emerso dall'intervento di Maria Luigia Pagliani, del comitato di redazione del Bollettino Storico Piacentino, che è partita dalla situazione nel 1980, quando erano aperti 5 musei, per giungere alla mappa attuale. Dietro quest'evoluzione, ha riscontrato «le politiche pubbliche di interventi straordinari, in occasione ad esempio del Giubileo del 2000 (si finanziarono i lavori a Chiaravalle e Bobbio), mentre nell'ultimo decennio lo sviluppo è stato governato dagli enti locali». Sulle tendenze future, ha invitato a riflettere sulle conclusioni dell'ultima indagine della Corte dei conti: il 50 per cento delle risorse per il mantenimento dei musei sono pubbliche. Ne è stato dedotto che i musei hanno una valenza culturale e formativa «per cui devono essere mantenuti indipendenti da un discorso sui ricavi economici».

an. ans.

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