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Giovedì 13 Aprile 2006 - Libertà

Tra gli spazi che ospiteranno parte delle opere visitabile anche il Palazzo vescovile di Bobbio

L'anima del Novecento al Farnese
Sarà il cuore della mostra sul lascito alla Diocesi

Sarà Palazzo Farnese la sede principale della mostra L'anima del Novecento - Nostalgie di speranza dedicata al recente lascito di opere d'arte alla Diocesi da parte di Domenica Rosa Mazzolini, infermiera originaria di Brugnello ma trasferitasi da molti anni a Milano. La donazione comprende 827 quadri e 27 sculture (opere di De Chirico, Carrà, De Pisis, Fontana, Sassu, Turcato, Baj, Campigli, Capogrossi, Manzoni, Usellini e altri) di cui buona parte in esposizione.
Qualche anticipazione era stata fornita il 10 marzo in una conferenza stampa al Museo diocesano di Milano, cui aveva partecipato anche il vescovo Luciano Monari. Da allora, il programma è stato ulteriormente definito. La mostra, dal 30 settembre al 5 febbraio, si allargherà a comprendere ulteriori sedi espositive in città e in provincia. Se dunque un centinaio di opere (soprattutto quadri e alcune sculture) verranno collocate, grazie alla collaborazione del Comune di Piacenza, al Farnese, altre saranno visitabili alla galleria d'arte moderna "Ricci Oddi" e al Collegio Alberoni di San Lazzaro, con tappe anche in Valdarda, al Palazzo della Pretura di Castellarquato e al Castello di San Pietro in Cerro, e in Valtrebbia, nel Palazzo Arcivescovile di Bobbio.
Per preparare la mostra "policentrica", è al lavoro un comitato scientifico (tra i cui componenti figurano storici dell'arte contemporanea come Renato Barilli, Andrea Del Guercio e Claudia Gianferrari, oltre a Stefano Zuffi, direttore scientifico della divisione arte della casa editrice Electa, che pubblicherà il catalogo), coordinato da don Giuseppe Lusignani, delegato per la costituenda Fondazione che gestirà il museo diocesano.
I visitatori potranno accedere ai diversi luoghi in cui è articolata l'esposizione con un biglietto unico, valido per un mese. La finalità - spiegano gli organizzatori - è quella di far conoscere anche il patrimonio artistico permanente delle istituzioni coinvolte nel progetto: dalla collezione di Ottocento e primo Novecento nato dal lascito del mecenate piacentino Giuseppe Ricci Oddi all'arte antica custodita nel Collegio di San Lazzaro voluto dal cardinale Giulio Alberoni per la formazione del clero, ma anche realtà sorte molto più recentemente o meno conosciute. È il caso delle opere conservate nel Palazzo arcivescovile di Bobbio, normalmente non visitabile, o del Mim - museum in motion, ospitato nel castello di San Pietro in Cerro. Il Mim racchiude circa 300 dipinti, disegni, sculture e installazioni, che vengono esposti a rotazione (circa 180 pezzi per allestimento). Tra gli autori: Emilio Vedova, Mario Schifano e i piacentini William Xerra e Cinello. A Bobbio e a Castellarquato sono inoltre attive altre interessanti realtà museali. I promotori auspicano appunto che L'anima del Novecento possa diventare anche uno strumento di promozione per il territorio, in un tentativo concreto di fare sistema. In preparazione inoltre attività didattiche per gli studenti e una sezione convegnistica, che si terrà alla Cappella Ducale del Farnese e al Teatro dei Filodrammatici. Non è escluso che un appuntamento possa coincidere con la venuta a Piacenza dei vescovi che partecipano a Verona, dal 16 al 20 ottobre, al convegno ecclesiale nazionale della Cei (Conferenza episcopale italiana).

di ANNA ANSELMI

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