Giovedì 13 Aprile 2006 - Libertà
Don Chisciotte, balletto brioso e coinvolgente
Successo al Municipale per la compagnia di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu
PIACENZA - Come poteva la danza non farsi ispirare da un personaggio comico, temerario, prode, fiero, indomito, sentimentale, come Don Chisciotte, l'ultimo erede della vera cavalleria? Il personaggio nato dalla penna di Cervantes riesce con la sua affascinante personalità, a suscitare i sogni, le battaglie, le passioni e la piacevole comicità che caratterizzano un balletto divenuto nel tempo un vero e proprio classico del repertorio.
La brillantezza, i colori, la passione, il folclore spagnolo, sono solo alcuni degli elementi che l'altra sera al Municipale hanno caratterizzato il brioso e coinvolgente Don Chisciotte presentato dalla Compagnia di balletto classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, nell'ambito della stagione curata dalla Fondazione Toscanini.
Un allestimento firmato da Stefanescu, che come ha spiegato la stessa Liliana Cosi presentando la serata, prevede una forte valorizzazione della componente folcloristica, ottenuta attraverso la riduzione a due soli atti e un prologo, con l'esclusione di tutta la parte fantastica del secondo atto, più strettamente accademica e virtuosistica.
La scena si è aperta in uno studio immerso nella penombra nel quale l'eroico cavaliere, affiancato dal suo inseparabile scudiero e amico Sancho Pancha, interpretato dalla simpaticissima Barbara Protti, ripensando alle avventure passate, decide di indossare ancora una volta la vecchia armatura e partire alla volta di nuove battaglie.
Nel frattempo prende vita la vivace piazza di Barcellona nella quale le danze dei mercanti si intrecciano alle imprese dei toreri. Appare così, tra la folla, la bella Kitri, interpretata da Bianca Assad, tecnica elegante e forte temperamento, che esegue la sua variazione di presentazione caratterizzata dalle numerose pirouettes, che punteggiano il suo ruolo. Nascono schermaglie tra la giovane e il suo innamorato Basilio, che per farla ingelosire danza con le altre fanciulle. Il giovane però, bravissimo tecnicamente, conquista la ragazza ed insieme eseguono un preciso e armonioso passo a due. Ma il clima di serenità viene rotto dall'ingresso dell'oste Lorenzo, padre della ragazza, che vieta duramente il matrimonio tra i giovani. La scena si anima quindi con un alternarsi continuo di danze: i danzatori intervengono con coreografie di gruppo e assoli, che si rincorrono e si sovrappongono ottenendo un effetto d'insieme davvero molto ricco e coinvolgente. Il corpo di ballo, impeccabile per precisione e tecnica esegue coreografie sia classiche che di carattere, accompagnandosi con tamburelli e battiti di mani che mantengono un ritmo incalzante.
In questo vorticoso movimento d'insieme arrivano Don Chisciotte e Sancho, attirando l'attenzione della folla e fornendo lo spunto per eseguire altre festose danze. Nella confusione Basilio e Kitri fuggono, per sfuggire dal padre di lei che l'ha promessa in sposa al ricco e stolto Gamache.
Il secondo atto, ambientato in una taverna è un susseguirsi di pezzi solistici dalla tecnica rigorosa che culminano con il grand pas de deux che Stefanescu ha voluto conservare nella versione originale di Petipa, in quanto perfetta simbiosi tra pura tecnica classica e stile spagnolo. Brillante Paola Masi, nel ruolo di Mercedes, nell'esecuzione della difficile variazione scandita dall'incalzare dei battiti delle mani e particolarmente graziose le due fioraie Michela Creston e Cristina Mattaliano. Ma un vero saggio di bravura tecnica ed interpretativa lo hanno dato Bianca Assad e Rezart Stafa eseguendo il difficile e articolato passo a due che celebra l'amore fra Kitri e Basilio, coronato grazie all'intervento di Don Chisciotte. Uno spettacolo dal ritmo travolgente, apprezzato dal pubblico, non molto numeroso, ma capace di tributare con lunghi applausi il giusto merito a questi artisti di grande talento.
Arianna Belli