Sabato 8 Aprile 2006 - Libertà
Parte un laboratorio per Gioco Vita, stasera concerto al Filo
Sambin del Tam Teatromusica:
«Ecco i nostri Segni del Tempo»
PIACENZA - Prende il via stasera alle 21.30 al Teatro dei Filodrammatici il progetto "Segni nel tempo" a cura di Tam Teatromusica. Si tratta di un percorso di formazione teatrale per giovani organizzato da Teatro Gioco Vita, che si inserisce all'interno del progetto "InFormazione teatrale 2006", con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Di questo disegno, molto articolato ed interessante, parla Michele Sambin di Tam Teatromusica: «Prima di tutto - spiega - abbiamo scelto di aprire, questa sera, con un concerto. Non è un caso, dato che si tratta del nostro primo incontro, al termine del quale sarà possibile iscriversi al nostro laboratorio».
Chi si esibirà?
«In scena ci saranno Kole Lava alle tastiere, Marco Quarantotto alla batteria, Alen Sinkauz al basso, Nenad Sinkauz alla chitarra, io al saxofono, Enrico Maso al mixer e Pierangelo Allegro alla voce. La musica è un elemento importante, anche se non l'unico del nostro percorso di formazione. Nel mondo giovanile, la musica è considerata molto accattivante. Io e Pierangelo Allegro, che siamo i fondatori del Tam, abbiamo incontrato questi giovani musicisti dell'East Rodeo, e speriamo di fare in modo di attrarre l'attenzione dei futuri partecipanti al corso da subito».
Vi rivolgete a un'età in particolare?
«Siamo molto elastici. Diciamo che, per giovani, intendiamo studenti del liceo ma anche universitari. A parte questo, chiunque possa essere interessato, fino ai trent'anni, può benissimo partecipare a InFormazione».
Quali sono i contenuti del vostro progetto?
«Va detto che il nostro progetto è già stato sperimentato positivamente in altre occasioni ed è un incontro tra musica, visione, corporeità e multimedialità. Questa è la poetica del Tam».
In sostanza, una formazione teatrale a tutto tondo che guarda al contemporaneo?
«Precisamente. Questo tipo di teatro, lo abbiamo verificato personalmente, è molto interessante per le giovani generazioni, che solitamente pensano al teatro come a qualcosa legato alla tradizione mentre esiste, ai giorni nostri, un altro tipo di teatro. Il percorso del nostro laboratorio è molto concentrato, si tratta in totale di una decina di incontri. Vogliamo riuscire ugualmente a mettere in sinergia diversi linguaggi espressivi e far esplorare ad ognuno le proprie potenzialità, esprimere i propri moti interiori».
Una sorta di teatro-terapia?
«Non proprio. L'esplorazione di sé è una conseguenza. Il creare assieme un lavoro è sicuramente un elemento positivo, che comporta altri fattori coinvolgenti, di gruppo e personali. Con una scommessa finale».
Quale?
«In un breve tempo, riuscire a portare i giovani a realizzare uno spettacolo, che verrà poi messo in scena nella Stagione di prosa 2006/2007 "Tre per te" al teatro Municipale di Piacenza. Crediamo di poter vincere la scommessa in quanto la dimensione di "scadenza", l'essere sotto pressione, è importante. Così come il porsi un obiettivo che non ha una dimensione lunga nel tempo, ma che scatena ugualmente una grande energia».
Eleonora Bagarotti