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Giovedì 6 Aprile 2006 - Libertà

Una baia con un ponte di barche

Recuperare il legame tra il Po e i piacentini

Piacenza e il Po. Un rapporto che viene da lontano, e che andrebbe ritrovato, addirittura ricostruito. Piacenza è città d'acqua. Si affaccia sul Grande Fiume; il suo territorio è attraversato da corsi d'acqua - il Trebbia, il Nure, l'Arda - lungo i quali è passata la Storia. Soprattutto il Po ha segnato, nel bene e nel male, la vita dei piacentini che in varie fasi lo hanno amato, temuto, usato. E c'era un tempo in cui Piacenza aveva un accesso diretto al fiume, cioè il suo lido sul Po?
Tutto ciò premesso, credo sia ora di interrogarsi con convinzione su come recuperare il legame tra il Po e i piacentini, su come restituire il Grande Fiume alla gente che gli abita vicino. Un tema - quello del recupero del Po - che necessariamente passa per l'urbanistica, che implica una riflessione ampia e partecipata di concepire la destinazione delle aree a nord della città, in particolare quella che circonda San Sisto.
Una porzione di città che, superando le mura farnesiane, raggiunge il fiume in prossimità di quella che una volta era appunto nota come l'isola di San Sisto.
Proviamo a pensare quanto affascinante sarebbe quel paesaggio rivierasco se fosse caratterizzato, appunto, da una grande baia turistica sul Po, realizzata con un recupero funzionale del lungofiume.
Un'area dove potrebbe trovare posto un porto turistico, come pure strutture di servizio e di svago a disposizione dei cittadini. In effetti, la sistemazione della conca di isola Serafini modifica la navigabilità del Po e consente di pensare a un progetto di alto profilo finalizzato a valorizzare l'evidente potenziale turistico. Proviamo, dunque, a immaginare la "nuova" Baia di San Sisto abbellita da un ponte di barche (che certo il Genio Pontieri, di stanza nella nostra città, saprebbe elegantemente realizzare).
Transitando dal ponte si potrebbe raggiungere, a piedi, la sponda lombarda. Una situazione che ci consentirebbe di vivere le diverse stagioni del Po, sempre diverso e sempre incantevole, come ben sanno i numerosi amanti del nostro fiume. Si potrebbero così recuperare un pezzo di memoria collettiva, consentire di rivivere le sensazioni di tante generazioni, che non esitavano ad attraversare il fiume per incontrare chi abitava dall'altra parte anche senza utilizzare l'automobile. Il collegamento, anche in forma temporanea, diventerebbe un modo per percepire la città da un punto di vista del tutto nuovo, sconosciuto ai giovani ed anche per questo inusuale.
Il progetto si completa con l'idea di collegamenti ciclopedonali e, poi, perché non recuperare i Chiostri di San Sisto per realizzare un nuovo spazio museale ed espositivo vicino al centro? Cremona pensa a un Museo del Po. Là esiste un progetto di massima e, soprattutto, esiste - sull'altra sponda - la volontà di realizzarlo. Non varrebbe la pena di condividere questo progetto con i nostri vicini?
Di questo (e di altro) parleremo al convegno che si terrà nella mattinata dell'8 aprile, a Piacenza Expo. In quei giorni il Quartiere fieristico ospita Edilshow, salone tematico che raccoglie il mondo delle costruzioni piacentino e attira l'attenzione di tutto quanto lo circonda. "Una baia sul Po per la città che vogliamo" è il titolo della conferenza-incontro a cui abbiamo invitato i maggiori esponenti delle amministrazioni locali e del mondo imprenditoriale piacentino. Saranno con noi Gianluigi Boiardi, presidente della Provincia di Piacenza (e grande conoscitore del fiume), poi il sindaco di Piacenza, Reggi, accompagnato dai suoi assessori Cacciatore (Demanio) e Carbone (Urbanistica). Ci saranno poi esponenti fra i più autorevoli dell'economia locale: Sergio Giglio, presidente di Confindustria, Marco Carini, presidente Legacoop, Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Giuseppe Parenti, presidente della Camera di commercio. E, infine, gli urbanisti, cioè l'architetto Marcello Spigaroli progettista della Baia di San Sisto, Sandra Bonfiglioli responsabile della sede locale della Facoltà di architettura del Politecnico di Milano e Benito Dodi, presidente dell'Ordine degli architetti.
Tanti ospiti, tanti partecipanti per favorire/consentire un confronto di idee che potrà decollare raccogliendo stimoli come quelli della proposta della Baia di San Sisto, ma anche consentirà un confronto a più voci su temi concreti e di spessore quali la destinazione di porzioni di città dimesse o in dismissione come, ad esempio, le aree militari.

di Fabio Salotti - Presidente di Piacenza 74

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