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Sabato 1 Aprile 2006 - Libertà

Filo - Successo per "L'uccello di fuoco" di Baj e Bigonzetti diretto da Montecchi, stasera replica

Stravinskij, danzando tra le ombre
Con i virtuosi ballerini Basti, De Giorni e Pirotto

PIACENZA - Lasciando il pubblico con l'atmosfera incantata ricreata dalla magica tecnica del teatro d'ombre, dalla musica descrittiva e narrativa di Stravinskij, dalle coreografie cariche di significati simbolici del coreografo Mauro Bigonzetti e dall'estro artistico di Enrico Baj, Teatro Gioco Vita ha voluto concludere la ricca stagione di prosa Tre per Te con uno dei suoi più grandi successi: L'uccello di fuoco.
Lo spettacolo, in scena ieri e giovedì sera al Teatro dei Filodrammatici nell'ambito della programmazione relativa al teatro-danza, a 10 anni dalla sua prima rappresentazione, ha proposto una nuova versione che vuole essere una significativa evoluzione dell'impianto scenico e drammaturgico originale. Infatti, grazie al prezioso contributo artistico della Fondazione nazionale della danza ed in particolare di Mauro Bigonzetti, lo spettacolo si è evoluto dal punto di vista coreografico, facendo della danza l'interlocutore attraverso cui la potenzialità narrativa del teatro d'ombre si esprime al massimo livello. Questa poetica fiaba in musica, tratta dall'opera L'oiseau de feu, composta da Stravinskij nel 1909 per la compagnia dei Balletti Russi, è stata completamente rielaborata e tradotta col linguaggio ipnotico delle ombre di Gioco Vita, grazie alla regia di Fabrizio Montecchi che ha sfruttato la capacità immaginifica dei bambini per ricreare un'ambientazione del tutto moderna capace, però, di far volare la fantasia. La scenografia, fatta esclusivamente con ponteggi di acciaio, sui quali si alternano i movimenti dei danzatori e i giochi delle ombre, si mostra infatti capace di trasformarsi in bosco, castello stregato, luogo di romantici incontri e di dure battaglie, sin dal primo istante.
Si ha davvero l'impressione che nel momento in cui appaiono sullo sfondo gli enormi e spaventosi occhi dai colori cangianti del mago Kastchei, l'illusione non possa più venir meno, e che lo spettatore non possa esimersi dal vivere quella fiaba contribuendo con la sua fantasia alla riuscita del magico racconto. Sulla scena si alternano quindi i tre giovani e brillanti danzatori Anna Basti, Alfonso De Giorni e Margherita Pirotto che donano corporeità alle ombre e si pongono come medium tra esse e la musica. Non vi sono parole ne L'uccello di fuoco. La narrazione, la storia, è solo il mezzo attraverso cui esplorare i territori indecifrabili dell'espressione artistica. Certo, essa è il filo conduttore dello spettacolo, ma fornisce anche tutti quei motivi che vengono poi approfonditi dal linguaggio musicale, coreutico, artistico e teatrale. Il conflitto che viene narrato fra l'universo malefico del mago Kastchei e quello benefico dell'uccello di fuoco, pone al centro la figura dell'eroe, lo Zarevic Ivan, che grazie ad un gesto di magnanimità nei confronti del magico animale, riuscirà, grazie al suo aiuto a liberare la sua amata sconfiggendo il mago. Tali motivi narrativi tipici della tradizione russa sono stati esaminati e resi sulla scena con soluzioni assolutamente affascinanti ed originali. Ogni personaggio assume la duplice forma di figura reale ed ombra capace di modificarsi continuamente nella forma, nel colore e nelle dimensioni. I danzatori contribuiscono a conferire la connotazione reale al personaggio grazie ai movimenti coreografici, in stile contemporaneo carico di significati simbolici, che mettono in risalto le loro notevoli doti atletiche ed espressive. Diventano poi gli animatori delle buffe sagome di Baj, movendole danzando e modificando continuamente i supporti e le tecniche di illuminazione.
Uno spettacolo le cui suggestioni hanno saputo affascinare sia i bambini presenti in sala che il numeroso pubblico adulto che ha avuto l'occasione, per una sera, di far volare la fantasia sulle ali luminose dell'uccello di fuoco.
Una suggestione che sembra non voler finire mai, infatti lo spettacolo replicherà eccezionalmente anche stasera alle 21 sempre al Teatro dei Filodrammatici per venire incontro alle numerose richieste da parte del pubblico.

Arianna Belli

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