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Domenica 26 Marzo 2006 - Libertà

Da Mozart ai caldi colori del Sud

Nell'Aterballetto al Municipale brilla la piacentina Figliossi

Piacenza - Il genio mozartiano e la sua forza creativa, i richiami allo stucchevole mondo settecentesco contrapposti allo sperimentalismo coreografico, una danza dalle tinte drammatiche e velata di malinconia, che fa del corpo una forma in continua evoluzione e che come un pennello disegna sulla tela linee sinuose, curve, nette, improvvise; tutto questo è WAM, la particolare coreografia carica di significati simbolici firmata da Mauro Bigonzetti, con la quale si è aperta l'altra sera al Municipale l'esibizione della celebre compagnia Aterballetto. Lo spettacolo, che rientra nella programmazione di danza gestita dalla Fondazione Toscanini, si è articolato in due parti ben distinte e piacevolmente contrapposte che hanno visto la compagnia passare dalla lineare e talvolta drammatica musicalità classica di Mozart, ai gioiosi canti popolari del Sud che hanno caratterizzato la coreografia Cantata.
Nel suo omaggio a Mozart Bigonzetti, direttore artistico e coreografo della compagnia, ha voluto ricreare un'atmosfera onirica nella quale ha preso vita una corte settecentesca particolarissima fatta di dame, signori, paggi, vestiti con le splendide e pregiate stoffe degli abiti di Maurizio Millenotti che richiamavano la moda rococò fatta di bustini, parrucche e rigide sottovesti, ma dal taglio decisamente moderno.
Così, sulla scena nuda occupata soltanto dal pianoforte del maestro Bruno Moretti, che ha eseguito dal vivo l'intera colonna sonora, i ballerini si sono alternati in assoli, duetti, trii e quartetti con movimenti coreografici fatti di ardui intrecci di corpi, denotati da una grande fisicità, dalla centralità della gestualità, da giochi di equilibri e da spettacolari sollevamenti.
Una scrittura coreografica secca e in alcuni momenti drammatica, un gioco di movimenti continuo ed in continua evoluzione dove anche il più piccolo gesto si caricava di significato. Originalissime anche le luci di Carlo Cerri, che hanno illuminato la scena con avvolgenti geometrie e hanno contribuito a dare risalto ad alcuni particolari, come nella originalissima scena in cui le luci hanno illuminato solo le colorate scarpe dei danzatori che si muovevano all'unisono.
Una coreografia quindi particolarmente impegnativa e riflessiva, che ha permesso di far apprezzare allo spettatore il fascino della sperimentazione e la preparazione artistica di tutti gli interpreti, in primis quella della piacentina Stefania Figliossi apparsa in ottima forma.
I caldi colori del Sud hanno invece aperto il secondo tempo con Cantata, una coreografia con la quale Bigonzetti ha voluto ricreare il fascino mediterraneo attraverso una danza che è un crescendo di vitalità e passione. Sulle musiche della tradizione popolare italiana del '700 e '800 arrangiate ed eseguite dal gruppo Assurd, i danzatori in un vivace movimento corale hanno rievocato le atmosfere di festa paesana, gli incontri-scontri amorosi tra uomo e donna, attraverso una danza istintuale e selvaggia. Un'esplosione di energia che ha saputo coinvolgere il pubblico, non molto numeroso, ma capace di tributare il giusto merito a questa compagnia capace di imporsi, con i suoi lavori innovativi in Italia e all'estero.

Arianna Belli

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