Venerdì 10 Marzo 2006 - Il Nuovo Giornale
Energia: il Politecnico ha lanciato la sfida
In campo con un laboratorio a Piacenza
Concreto ed essenziale l’ing. Stefano Consonni, ordinario di Sistemi per Energia e Ambiente presso la sede piacentina del Politecnico di Milano, delinea brevemente storia, finalità e obiettivi del LEAP (Laboratorio per Energia e Ambiente a Piacenza), di cui è Presidente, e la logica dell’approccio scientifico ai temi energetici e ambientali, di gran interesse sociale, spesso affrontati dai cittadini in modo puramente emotivo.
LA NASCITA DEL LEAP
LEAP rappresenta una nuova e importante realtà di ricerca tecnologica, realizzata a Piacenza grazie al Politecnico. Tre anni fa, infatti, l’ateneo, cogliendo le opportunità offerte dagli spazi disponibili all’ex centrale Emilia, dismessa da più di 20 anni, e dalle competenze altamente qualificate a livello internazionale, già presenti sul territorio - società Siet e Cesi, ottimi collaboratori e basi di lancio per attività complementari - propose il progetto LEAP alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, che dispose finanziamenti, incrementati con quelli della regione Emilia Romagna nel 2004, con la vincita del bando per la costituzione di centri di ricerca di trasferimento tecnologico.
Il tempo di formare il Consorzio, richiesto dal bando - aderiscono tre soggetti pubblici, Fondazione, Comune e Provincia, e tre aziende private, società Groppalli, leader nel campo della produzione di caldaie e climatizzatori, Enia, e Asm Brescia - ed ecco che LEAP già da sei mesi è all’opera. Definiti gli spazi per uffici e laboratori, assegnati a cinque brillanti giovani ingegneri ricercatori, Alessandro Loschi e Massimiliano Travedi (area energetica), Alessio Frassoldati (area chimica) Mariacristina Roscia (area elettrica) e Laura Zaffaroni (area ambientale), altrettanti assegni di ricerca, già sono stati messi a punto importanti progetti relativi a biomasse, rifiuti, e sistemi per contenere le emissioni di gas serra, punti determinanti dell’evoluzione del settore.
Interessante la soluzione che si sta delineando a livello mondiale di cattura e intrappolamento in giacimenti sotterranei dell’anidride carbonica, inevitabilmente connessa all’uso dei combustibili fossili. Da cui proviene il 90% dell’energia primaria oggi prodotta al mondo. E’ impensabile, dice Consonni, pensare di svincolarsi da questa dipendenza prima di 50/100 anni, per l’intrinseca difficoltà a cambiare le macrostrutture generatrici d’energia. In tempi brevi, nel senso comunque di una decina d’anni, è dato di ripensare al nucleare, altro filone di ricerca del laboratorio, tema di cui si parla sempre con ritrosia e espandere il più possibile il settore delle energie rinnovabili.
L’IMPATTO AMBIENTALE
Sulle biomasse l’opinione corrente è normalmente positiva. Ma, dice Consonni, ci sono sottovalutazioni ecologiche. Manca in effetti un bilancio complessivo, energetico e ambientale, che il Leap sta intraprendendo, che garantisca il successo dell’iniziativa. Bisogna rendersi conto che non esistono interventi a impatto ambientale zero. Ci è dato solo di renderlo accettabile. Come nessuno si sogna di rinunciare all’auto a causa degli incidenti, ma si attiva per ridurli al minimo, altrettanto, non essendo pensabile rinunciare agli enormi benefici che ci vengono dall’energia elettrica, si deve cercare di minimizzarne l’impatto sul territorio. Migliorare gli impianti, aumentando la loro attrattiva energetica, economica ed ecologica è dunque primario obiettivo del Leap. L’energia eolica, tra quelle rinnovabili certamente è la più competitiva, ma nelle nostre valli fortemente avversata, e per il rumore e per il disturbo al panorama. Fattori però dominabili.
Al rifiuto di un impianto, non volendo rinunciare alla fornitura d’energia elettrica, forzatamente un altro viene costruito altrove. Alla bocciatura di un termoutilizzatore di rifiuti corrisponde una discarica, che è forse peggio.
Il Leap vuol essere un punto di riferimento verso scelte corrette e vantaggiose per il mondo industriale, agricolo e del terziario piacentino, ma anche centro di ricerca eccellente a livello internazionale, con capacità di attrarre cervelli dall’estero.
Luisa Follini