Domenica 5 Marzo 2006 - Libertà
Municipale Venerdì la "prima" dell'opera lirica di Bellini
Da Modena la Norma con la Theodossiou
piacenza - Torna la lirica al Municipale. E torna con Norma, uno dei titoli più popolari del melodramma, tragedia lirica su libretto di Felice Romani e musica di Vincenzo Bellini. Ritorna è giusto dire, poiché l'opera è stata tante volte riproposta dopo il 1834, anno di debutto, appena tre anni dopo l'infelice "prima" alla Scala, nel dicembre 1831.
L'allestimento (una coproduzione Comunale di Modena, Municipale di Piacenza, Teatro di Livorno e Comunale di Ferrara) sarà al Municipale giovedì 9 alle 15.30 in anteprima riservata alle scuole e agli ospiti delle case di riposo. La "prima" sarà venerdì 10 alle 20.30 (turno A), con replica domenica 12 alle 15,30 per il turno B.
La compagnia di canto conta sul soprano Dimitra Theodossiou che sarà Norma (per l'anteprima Rachele Stanisci); il tenore Francisco Casanova (Pollione), il soprano Francesca Provvisionato che sarà Adalgisa (Sung Kyo Park per l'anteprima), il basso Carlo Cigni (Oroveso, capo dei Druidi); il tenore Cristiano Olivieri (Flavio) e i soprani Caterina Nikolic (il 10) e Silvia Beltrami (9 e 12 marzo) che si alternano nel ruolo dell'ancella Clotilde. L'Orchestra della Fondazione Toscanini è diretta dal maestro Roberto Tolomelli, ben noto al pubblico del Municipale. Il Coro Amadeus del Teatro Comunale di Modena è diretto dal maestro Stefano Colò. Joseph Franconi ha ripreso la regia di Alberto Fassini per l'allestimento del Regio di Torino . Scene e costumi di William Grandi, luci di Franco Marri.
Opera della piena maturità di Bellini, Norma fu accolta con freddezza alla "prima" dal pubblico milanese, tanto da indurre il compositore allo sconforto e a scrivere di quella sera : «Fiasco, solenne fiasco». Il librettista Felice Romani aveva lavorato sulla tragedia Norma, ossia l'infanticidio di Soumet, che in Francia otteneva grandi applausi. Ambientata nella Gallia durante l'invasione romana, la tragedia evoca aure fosche, tra riti sacri e istanze libertarie, contrasti religiosi intrecciati con passioni amorose. Un melò in linea con il gusto dell'epoca. Tuttavia Bellini dovette vedersela con quanto avevano già prodotto Cherubini e Spontini a loro volta alla prese con una madre infanticida e una sacerdotessa infedele, rispettivamente Medèe e La Vestale, per non dire di Giovanni Pacini con la sua Sacerdotessa d'Irminsul.
Come spesso è accaduto nella storia dell'opera lirica, anche per Norma bastò un breve rodaggio perché arrivasse il successo. Al Municipale l'opera arrivò nel 1834 con Il pirata. Un allestimento dell'impresario Bandini, con un successo personale di Virginia Blasis, alla presenza dell'Arciduchessa Maria Luigia.
Annota Egidio Papi che il 18 maggio venivano esposti «ampollosi manifesti» che annunciavano la famosa Malibran, ma all'ultimo «la diva fece dire che aveva cambiato parere». Medea fu riproposta ben 13 volte nell'800 e nel primo '900. Nel dopoguerra l'opera fu allestita nel '55, nel '68 (direzione di Arturo Basile, regia di Dario Della Corte con Elena Suliotis), ancora nel 1982, direzione del maestro Carlo Franci e nel '96 in coproduzione con il Teatro di Reggio Emilia, diretta dal maestro Peter Maag, regia di Ivan Stefanucci con Sylvie Valaire, Fabio Armiliato e Nicola Martinucci, alternati nella parte di Pollione.
Gian Carlo Andreoli