Sabato 18 Febbraio 2006 - Libertà
Teatro gioco vita - Presentato il nuovo lavoro della compagnia, protagonisti un bambino, un cavallino e il circo
La dolce storia d'amore di Pèpé e Stella
Il regista Montecchi: «Nel nostro spettacolo grazia e poesia»
PIACENZA - Un bambino e un piccolo cavallo, venuti al mondo lo stesso giorno all'ombra del tendone di un circo e diventati subito molto amici, ma costretti per un malaugurato incidente a prendere strade diverse.
Alla fine però il loro desiderio di reincontrarsi avrà la meglio sulle sventure e i due si ritroveranno felici. È la storia commovente, ma a lieto fine, di Pépé e Stella, la nuova coproduzione di Teatro Gioco Vita e del Teatro Municipale, che è stata presentata ieri al Ridotto dei Filodrammatici da: Diego Maj, direttore del Tgv, Giovanna Calciati, assessore ai teatri, e il regista Fabrizio Montecchi.
Lo spettacolo debutterà al Teatro dei Filodrammatici domenica 26 febbraio alle ore 16.30 e alle 18. Per le scuole sono previste anteprime da lunedì 20 a venerdì 24 febbraio, con un'ultima replica lunedì 27 febbraio.
La vicenda è tratta da una favola della scrittrice svedese Barbro Lindgren (solo omonima della più famosa, in Italia, Astrid, l'autrice di Pippi Calzelunghe), considerata tra le figure più rappresentative dell'attuale letteratura per l'infanzia. I suoi libri, spesso realizzati in collaborazione con l'illustratrice Eva Eriksonn, sono stati tradotti in oltre 30 lingue. In italiano, in particolare, si possono leggere: Piccola locomotiva rosa (Aer), La piccola peste (Piemme) e Anch'io voglio il ciuccio! (Babalibri). Quello che si vedrà ai Filodrammatici - ha anticipato Montecchi - è una fusione di lavoro d'attore e di teatro d'ombre, come già avvenuto nelle ultime produzioni di Teatro Gioco Vita: «La storia, articolata e complessa, è densa di fatti e di atmosfere ricche di grazia e poesia». Rivolto ai bambini dai 3 ai 7 anni, lo spettacolo prevede laboratori prima e dopo la rappresentazione, aperti alle classi (secondo un calendario predisposto con le scuole) e alle famiglie, domani e sabato 25 febbraio alle 16.30. Incontri nei quali i piccoli (ma anche i grandi), attraverso giochi e attività manuali, impareranno a conoscere il teatro d'ombra, i suoi materiali, la sua magia e le tematiche della fiaba del cavallino Stella e del suo amico Pépé.
Per Montecchi il fascino di questa storia sta nel raccontare altro, oltre alla vicenda dei due protagonisti: «C'è sempre il cielo sopra Pépé e Stella, un grande cielo, pieno di stelle. Ecco, questo cielo - ha scritto il regista - che avvolge tutti, che conosce tutto, non è solo azzurro ma ha il colore indefinibile del mito. È un cielo che nella sua immensità ci fa sentire tutti piccoli ma, e forse proprio per questo, ci rassicura invece di spaventarci. Perché in questo cielo tutto è scritto: sta a noi decifrarlo e farci guidare».
Un cielo che aiuta a crescere: «Sotto lo stesso cielo c'è il noto (il circo) e l'ignoto (il viaggio), e per questo Stella non ha paura: è sempre lo stesso cielo a guidarla nel viaggio di ritorno e a far sapere a Pèpé che è ancora viva. Attraverso il cielo si ritorna a casa... come i grandi viaggiatori».
Ieri sono stati illustrati anche i vari laboratori sul teatro e sulle ombre (du ci parliamo a parte) , curati da Teatro Gioco Vita, con il quale l'assessore Calciati si è complimentata per la qualità del lavoro (ricordando che Tgv rappresenterà l'Italia in Cina) e per la «cura nel coltivare il pubblico del futuro».
Diego Maj ha ribadito come le iniziative si inseriscano nel progetto InFormazione teatrale, che Tgv ha potuto realizzare grazie alla Fondazione di Piacenza e Vigevano. L'adattamento teatrale del racconto Pojken och Stjärman è a cura di Nicola Lusuardi, la regia e le scene sono di Fabrizio Montecchi, le sagome di Nicoletta Garioni, le musiche di Michele Fedrigotti, i costumi di Corinne Lejeune. Sul palco: Federica Anna Armillis e Alessandro Ferrara. La realizzazione delle sagome e dei materiali scenici è a cura di: Sara Bartesaghi Gallo, Sergio Bernasani, Federica Ferrari e Luana Marchesini. Luci e fonica di Cesare Lavezzoli e Nicola Voso.
Anna Anselmi