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Sabato 25 Febbraio 2006 - Libertà

«Sempre più poveri fra di noi»

Al forum di Vision 2020 Don Franceschini e Francesco Ripa di Meana

Il numero delle persone che si sono rivolte al centro d'ascolto della Caritas, in vent'anni, è triplicato. Se nel 1985 si erano registrati 410 contatti, nello scorso anno il numero è lievitato fino a toccare quota 1489. E di queste, 622 erano persone che si presentavano per la prima volta al servizio sociale diocesano. I numeri sono stati ricordati ieri da don Giampiero Franceschini, direttore della Caritas, che ha in questo modo voluto offrire una panoramica sull'estrema sofferenza vissuta nell'ombra anche sulle strade di Piacenza. «Il 52 per cento delle persone ascoltate arriva in condizioni di povertà estrema, in totale assenza di reddito», ha ricordato Franceschini. L'occasione per fare il punto sulla situazione dell'accoglienza e della sicurezza è stato il secondo appuntamento dei forum per il Piano Strategico Piacenza 2020, andato in scena ieri alla Fondazione, e moderato da Paola Gazzolo, assessore provinciale alle Politiche Sociali.
Don Franceschini ha individuato tra le possibilità da cui partire per un risanamento della situazione un piano di recupero del patrimonio abitativo, anche rurale, da destinare all'utenza debole, oltre ad un programma di lotta intenso alla povertà nelle sue manifestazioni più drammatiche. «Sarebbe necessario anche un monitoraggio permanente della situazione», ha aggiunto, sottolineando l'importanza di creare «appartamenti sociali» da destinare i neomaggiorenni in difficoltà e senza il sostegno della famiglia che si ritrovano a vivere soli, e hospice esclusivi per i senza dimora sofferenti di patologie gravi.
L'altro protagonista dell'incontro di ieri è stato Francesco Ripa di Meana, direttore generale dell'Ausl, che ha individuato nei crescenti segnali di disagio giovanile una sorta di minaccia, foriera di problematiche patologiche future, tra cui un aumento dei disturbi alimentari, psicologici ed endocrinologici. E tra le priorità che il direttore generale ha individuato per il futuro appaiono le aggregazioni dei medici di base, in una logica di creazione di piccoli centri di servizio, la crescita dell'attività sanitaria domiciliare, e soprattutto la nascita di una facoltà di medicina a Piacenza. «A partire dal rafforzamento della scuola di specializzazione collegata con l'Università di Parma - ha ricordato Ripa di Meana -. Sarebbe il completamento del polo universitario piacentino».
Interventi anche di Stefano Borotti (Unicoop), Giuseppe Taschetti dirigente della Questura, Sandro Busca(Cisl) e Gianluca Sgambuzzi (Piacenza Sicura).

Ilaria Molinari

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