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Venerdì 17 Febbraio 2006 - Libertà

La proposta del "Nicolini"

Riappropriamoci del nostro Teatro con una Fondazione che lo gestisca

Lettera aperta al sindaco, Reggi, agli assessori e ai consiglieri comunali sul rapporto Fondazione Toscanini, Cherubini, Piacenza e "Conservatorio Nicolini".

Mi permetto di intervenire sulle delicate questioni relative alla Fondazione Orchestra Toscanini e all'Orchestra Cherubini, la cui presenza a Piacenza ha coinciso con il fiorire di molte aspettative per un futuro luminoso del nostro Teatro, dell'immagine di Piacenza, città d'arte e di grandi tradizioni artistiche e culturali. In sintesi, le promesse riguardavano più quantità, più qualità nella produzione artistica, valorizzazione delle risorse professionali del territorio e promozione della città in campo nazionale e internazionale. Credo che nessuno sia in grado di dimostrare che tali obiettivi, anche in minima parte, siano stati raggiunti.
Il Conservatorio "Nicolini" sin dall'inizio ha manifestato disponibilità alla collaborazione con la Toscanini: una opportunità da non perdere, pensando soprattutto alla crescita dell'istituzione e degli studenti, che avrebbe potuto derivare da tale rapporto.
Dopo una prima significativa comune esperienza, la collaborazione, inspiegabilmente, è andata via via scemando, senza approdare ad alcun risultato, anche se il dialogo con il Sovrintendente della Toscanini, maestro Gianni Baratta, e di questo se ne dà atto, è rimasto sempre aperto.
Poi, all'improvviso, l'esonero del Sovrintendente da parte della Regione, che accentra su di sé ogni decisione anche nel campo artistico (si dice che la stessa sede della Toscanini verrà trasferita a Bologna, dov'era all'inizio l'Oser), ci priva di un interlocutore che, quanto meno, aveva stabilito un certo rapporto con la città. Ci si ritrova così privi di autonomia decisionale e senza quel valore aggiunto di identità che sarebbe derivato dal fare di Piacenza, come promesso, un centro di produzione ad alto livello (anche le "Terre verdiane" restano "Terra promessa"). Lo stesso discorso, più o meno, vale per la Cherubini, prefigurata inizialmente come espressione giovanile dell'Orchestra del Teatro alla Scala, sotto l'egida del maestro Muti, con sede a Piacenza.
Oggi, per i noti motivi, non è più così e probabilmente la Cherubini troverà collocazione a Parma, che il maestro Muti intende promuovere a capitale della musica. E Piacenza? E' diventata semplicemente un collettore di fondi, distribuiti a piene mani, senza però lasciare alcuna traccia sul nostro territorio; tranne i conti da pagare. Oggi siamo di fronte ad un bando per la gestione del teatro. Il rischio è dato dal persistere di una situazione ormai alla deriva. Allora ci si chiede, responsabilmente, se non sia opportuno percorrere un'altra strada e predisporre un nuovo modello di gestione del Teatro, che veda coinvolte le risorse di esperienza, di pronta capacità organizzativa, di sensibilità verso le esigenze del nostro pubblico, che già esistono sul nostro territorio.
L'impiego delle risorse finanziarie locali troverebbe una caduta diretta e lascerebbe un segno.
In sintesi si potrebbe riprendere il cammino verso una "Fondazione del Teatro Municipale". Il che non significherebbe escludere rapporti esterni, anche con la Toscanini: si è pienamente consapevoli dell'importanza della circolarità delta cultura. Ma a questo punto è doveroso un "riappropriarsi" del teatro da parte delle nostre espressioni territoriali. Ad esempio il Conservatorio di Musica "G. Nicolini", che può mettere a disposizione risorse professionali, artistiche e culturali di altissimo livello, prima di tutto da parte dei docenti e così pure da parte degli studenti dei bienni post diploma, è pronto a fare la sua parte. Gli amministratori locali, attraverso una costante collaborazione, conoscono bene le potenzialità del Conservatorio che, ormai punto di eccellenza, ha stabilito e va consolidando rapporti con centri di produzione artistica nazionali e internazionali. Si agevola così una continua crescita della qualità didattica, stimola la ricerca e si qualifica la formazione professionale. I bandi possono essere sospesi e revocati.
Si discuta, si riprenda a tessere la tela, senza strumentalizzazioni da parte di chicchessia: alla fine si potrà essere tutti più convinti, motivati e soddisfatti per aver offerto un buon servizio alla nostra città.

Fausto Frontini Presidente-Commissario del Conservatrorio di Musica Nicolini

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