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Sabato 11 Febbraio 2006 - Libertà

Lunedì al Municipale sul podio della "Toscanini", la violinista Borrani: «Una bacchetta strabiliante»

Prêtre, lezione su Ravel e Gershwin
Oggi il maestro incontra il pubblico al "Nicolini"

PIACENZA - In attesa del concerto che George Prêtre terrà lunedì alle 21 al Teatro Municipale con la Filarmonica Arturo Toscanini, il grande direttore d'orchestra incontrerà il pubblico oggi alle 17 al conservatorio "Nicolini" nell'ambito della rassegna Ante... "Prima" con il pubblico. All'incontro interverranno, oltre al maestro, il pianista Gabriel Tacchino, il direttore del conservatorio Fabrizio Garilli, l'assessora al teatro Giovanna Calciati e il direttore generale della Fondazione Filarmonica Toscanini Gianni Baratta.
In programma An american in Paris e Rhapsody in blue di George Gershwin e Ma mère l'Oye e Bolero di Maurice Ravel.
Parliamo di questo ennesimo prestigioso appuntamento della Stagione sinfonica 2005/2006 con Lorenza Borrani, spalla dei violini primi della Filarmonica Toscanini.
Prêtre, che ha già diretto in passato la Filarmonica, tornerà sul podio per guidarvi nell'interpretazione di Gershwin e Ravel. Come state vivendo quest'esperienza?
«Dapprima abbiamo provato i pezzi con il maestro Demez, l'assistente di Prêtre, e poi con lui. Per me, tra l'altro, è stata la prima volta e ne sono molto felice. Mi è capitato di vederlo dirigere i Philarmoniker a Vienna. In programma c'erano musiche di Brahms e l'Uccello di fuoco di Stavinskij. Ed è stato un concerto strabiliante».
In Austria, lei si sta perfezionando con Boris Kushnir.
«Studio a Vienna da novembre. Il corso di perfezionamento che seguo è di altissimo livello ma, al di là di questo, musicalmente lì si respira un'altra aria. Per esempio, in Italia si fa fatica ad avere due orchestre per città, là invece in ogni città ci sono più orchestre ed è una cosa normalissima».
Oltre a essere la spalla dei violini primi con la Filarmonica Toscanini, lei suona nell'Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado. Cosa differenzia questi due organici?
«Sono due ensemble completamente diversi. Entrambi contribuiscono moltissimo alla mia formazione: nella Filarmonica Toscanini, con Maazel, fare da spalla significa imparare molte cose. Invece con l'Orchestra Mozart il repertorio è cameristico e affrontare quel genere non è semplice ma è molto allettante».
E il rapporto con Abbado, che ha appena vinto un Grammy Award, com'è?
«Abbado è un direttore straordinario. Con lui si suona musica ad un livello altissimo, ma anche dal punto di vista umano ha un approccio fantastico con noi orchestrali. Ci è vicino, sa instaurare un rapporto autentico con le persone. E questo ci fa ovviamente molto piacere».
Di recente c'è stato un cambio ai vertici della "Toscanini". Come un orchestrale vive questi momenti?
«Li vive sulla propria pelle. Inoltre, c'è da considerare che la Filarmonica Toscanini è giovane, è un'attività che è nata e cresciuta insieme a noi, quindi abbiamo un attaccamento molto forte. Certi cambiamenti, in generale, sono un pericolo per noi musicisti, vista la crisi che c'è in questo campo in Italia. A volte tutto ciò influisce negativamente, altre volte positivamente perché ci diciamo: "Adesso dobbiamo proprio dare tutto di noi stessi!". Ora comunque pare che le cose vadano bene. Ci sono tante nuove idee. Stiamo facendo nascere un gruppo di musica da camera all'interno della Filarmonica. Quindi, oltre ai problemi, c'è anche molta voglia di fare».

e. bag.

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