Martedì 14 Febbraio 2006 - Libertà
Ubaldi: Parma e Piacenza, la rivalità ormai è solo un gioco
Il sindaco della città ducale ospite del Rotary Piacenza.
«Siamo parte di un territorio unico, dobbiamo fare sistema»
Attrattività e competitività sono gli elementi fondamentali per un città che produce ricchezza e vuole stare al passo con le grandi metropoli europee. Ma il segreto di Parma, l'altra metà dell'antico ducato a cui tanti guardano come ad un modello di successo, non è solo questo. C'è anche un'attenzione particolare rivolta a mantenere costante il livello del benessere degli abitanti. A rivelare i "trucchi del mestiere" è stato lo stesso sindaco della città ducale, Elvio Ubaldi, ospite ieri del Rotary Club Piacenza. Ubaldi, in carica da più di sette anni, ha spiegato come sia possibile intrattenere un cammino condiviso e mirato ad un obiettivo comune.
«Parma da anni ha avviato un percorso che facesse fronte alle esigenze degli abitanti e che consentisse alla città di diventare veramente competitiva», ha detto Ubaldi. Ma la strada verso il progresso non è sempre stata in discesa.
«È inevitabile una continua discussione tra le parti, su come debba attuarsi la progressione», ha aggiunto poi. Il sindaco di Parma ha preferito usare il basso profilo. «Non siamo un modello. L'esperienza che abbiamo intrapreso non vuole essere maestra di nulla», ha affermato. A margine dell'incontro si è parlato anche di un eventuale, futuro, gemellaggio. «Parma e Piacenza hanno il dovere di ritenersi un unico sistema - ha detto senza mezzi termini Ubaldi -. L'antica rivalità oggi può rimanere circoscritta ad una sorta di divertimento». Tra i numerosi soci del club rotariano, ieri sera al ristorante del Grande Albergo Roma, erano presenti anche diverse personalità cittadine: dal prefetto Alberto Ardia, al presidente della Camera di Commercio Giuseppe Parenti e al presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Giacomo Marazzi. La serata intitolata allo"Sviluppo delle nostre città: il modello di Parma", è stata ideata con lo scopo di fornire uno stimolo ulteriore mirato al decollo di Piacenza.
«Oggi le nuove città sono configurate sempre di più come metropoli - ha fatto notare Giovanni Struzzola, presidente del Rotary Club Piacenza - . È necessario guardare all'esempio di Parma, non con gli occhi della vecchia invidia, ma dell'emulazione, per capire come un territorio simile per tutto al nostro sia riuscito in uno sviluppo di successo». «Il capoluogo parmense già negli anni Ottanta guardava ad un modello da seguire, che raggruppava tutti i cittadini al di là delle ideologie - ha concluso Struzzola -. E Piacenza presenta le stesse potenzialità, anzi con qualche ricchezza in più: il turismo ambientale e un'enogastronomia variegata, che conta ben tre prodotti dop».
Ilaria Molinari