Martedì 14 Febbraio 2006 - Libertà
Riunito il Consiglio della Toscanini che ha approvato il nuovo statuto: più potere a presidente e Cda
Baratta approda alla Filarmonica
Nuovo ruolo (fino al 31 agosto) per l'ex sovrintendente
La riunione del nuovo consiglio di amministrazione della Toscanini ha messo fine alla breve parentesi di incertezza sul ruolo dell'ex sovrintendente della Fondazione Toscanini, professor Gianni Baratta. «E' stato raggiunto e formalizzato un accordo con il professor Gianni Baratta - comunica in una nota ufficiale la Fondazione - relativamente alla sua posizione all'interno della struttura organizzativa oggi riferita alla Fondazione Arturo Toscanini. Tale accordo prevede che fino al 31 agosto 2006 il professor Baratta ricopra la carica di direttore generale della Filarmonica Arturo Toscanini, ruolo necessitato dalle precedenti funzioni e attualmente finalizzato a trasformare il rapporto fattuale in essere fra le due fondazioni in un contesto organico di autonomia e stabilità».
Tutto come previsto dunque e come il nostro giornale aveva anticipato alcuen settimane fa. «Successivamente a quella data - prosegue la nota della Fondazione - il professor Gianni Baratta ha dichiarato la propria disponibilità a continuare, quale lavoratore autonomo, la propria collaborazione professionale con la Fondazione Filarmonica Arturo Toscanini». Cioè, Baratta resterà come consulente esterno, essendo giunto ai termini della pensione.
L'assemblea dei soci della Toscanini, che si è riunita a Palazzo Marchi a Parma, doveva anche approvare il nuovo statuto. «Le difficoltà generali in cui versa lo spettacolo a livello nazionale, l'esigenza di un rapporto più stretto con il territorio e i soci e la volontà di dare maggiore flessibilità ad una struttura complessa come la Toscanini sono i motivi che hanno portato alla modifica di un documento che era stato definito nel dicembre 1994».
Come (anche in questo caso) era stato preannunciato nelle settimane scorse, nel nuovo statuto viene delineato un assetto organizzativo senza l'organo della Sovrintendenza, riservando più poteri all'assemblea dei soci, al Consiglio d'amministrazione e al presidente.
Nel nuovo statuto approvato ieri, all'assemblea oltre alla nomina del Consiglio di amministrazione, spetta l'approvazione delle linee programmatiche e di bilancio della Fondazione Toscanini ed in questo statuto avrà il compito di decidere sui contributi annui a carico dei soci.
Inoltre Il Consiglio d'amministrazione assume oggi un ruolo più importante. Su proposta del presidente Maurizio Roi, oltre a tutti gli atti previsti in merito alla programmazione e all'andamento economico-finanziario, sono stati messi tra le competenze dell'organo d'amministrazione la definizione dei regolamenti di organizzazione, e le delibere relative alle assunzioni del personale e a tutti gli aspetti gestionali che prima facevano capo alla Sovrintendenza. In ogni caso adesso è il Consiglio d'amministrazione che, con propri atti, attribuisce deleghe e incarichi operativi.
Il presidente, che nel passato statuto aveva i soli poteri di rendere esecutive le decisioni del Consiglio d'amministrazione, oggi viene investito anche di altre facoltà propositive. In primo luogo quelle relative all'organizzazione e all'amministrazione. Lo statuto prevede la possibilità per il Consiglio di amministrazione di nominare, qualora lo ritenga necessario, le figure del direttore artistico e del segretario generale. Figure previste nello statuto la cui nomina non è obbligatoria e le cui funzioni saranno eventualmente definite con apposito atto del Consiglio d'amministrazione.
«Con l'approvazione di questo atto la Toscanini torna ad un bilancio d'esercizio ad anno solare e non per stagione teatrale, nello spirito di corrispondere all'organizzazione degli Enti di riferimento» conclude la nota della Fondazione.