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Giovedì 9 Febbraio 2006 - Libertà

Folklore e credenze popolari nella lezione di Carmen Artocchini alla Fondazione

Con gli Amici del Romagnosi rivive la tradizione

Forse non tutti sanno che il gioco che ha accompagnato l'infanzia di tanti piacentini, la conta delle figlie di Madama Dorè, affonda le sue origini fino alle tradizioni in uso nelle corti medievali. Allo stesso modo molto spesso viene ignorata anche la vera origine della storia dei "giorni della Merla", un detto popolare che ancora oggi fa ricordare come alla fine di gennaio ricorrano, solitamente, i giorni più freddi dell'anno. Le vicende della famiglia di merli diventati neri per la fuliggine del camino (in tutte le sue diverse varianti, superstiti nelle diverse zone di Piacenza), insieme a mille altri aneddoti e proverbi sono stati ricordati dalla voce di Carmen Artocchini lo scorso pomeriggio, su invito degli Amici del Romagnosi. Davanti ad un folto pubblico, la nota esperta e ricercatrice di usi e tradizioni del passato della nostra provincia ha tracciato un interessante assaggio di cultura popolare piacentina. «Tra le usanze che sono sopravvissute all'avanzare del tempo ritroviamo il rito della benedizione animali, ma anche "brüsa la veccia" il falò che segna l'ultimo giorno del carnevale borgonovese, o i festeggiamenti della "galeina grisa", oggi superstiti a Vernasca, Marsaglia e nella Valtidone dove la notte tra il 30 marzo e il primo aprile si sentono cantare gruppi di giovani canzoni per invocare la buona sorte, in cambio di uova» ha spiegato la professoressa.
Molte tradizioni, invece, non hanno retto il passare del tempo e sono ormai scomparse, come quella di origine romana che prevedeva il buttare una manciata di terra sulla bara al momento della sepoltura. «Gli antichi romani usavano lapidare i cadaveri per evitare il ritorno della loro anima sulla terra a recare disturbo» ha spiegato Artocchini.
Durante il pomeriggio l'esperta si è soffermata anche a ricordare come il "folklore" sia una vera e propria disciplina da approfondire con accurate ricerche sul campo, che portano a riscoprire la storia delle etnie e dei popoli che si sono succeduti nei diversi territori.
L'incontro alla Fondazione di Piacenza e Vigevano è stato presentato da Mario Ambrogi, presidente dell'associazione Amici del Romagnosi e da Pierangelo Torlaschi, preside del Romagnosi. «Abbiamo voluto approfondire la conoscenza di alcune usanze, spesso ancora vive sul nostro territorio, di cui però è andata perduta il significato originario. L'incontro è stato l'occasione per riviverle e saperne di più sulla nostra piacentinità» ha sottolineato Ambrogi.

Ilaria Molinari

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