Sabato 4 Febbraio 2006 - Libertà
A trent'anni dalla morte del regista un progetto per docenti, studenti e appassionati cinefili
Visconti tra cinema e letteratura
Proiezioni e incontri a cura di Letizia Bellocchio
PIACENZA - A cento anni dalla nascita e a trent'anni dalla morte di Luchino Visconti, Teatro Gioco Vita, con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ha promosso una serie di proiezioni e di incontri di approfondimento dedicati al grande regista. Ieri mattina al Ridotto del Teatro Municipale l'iniziativa Cinema e letteratura, che si inserisce nell'ampio cartellone di InFormazione Teatrale 2006, è stata presentata alla stampa dall'assessore ai teatri Giovanna Calciati, dal direttore di Teatro Gioco Vita, Diego Maj, e dalla curatrice del progetto, Letizia Bellocchio, direttrice della rivista di cultura cinematografica Millimetri e dottoranda all'università di Siena (sul tema delle ascendenze shakespeariane sulla personalità di Luchino Visconti).
Per Giovanna Calciati il punto di forza di questo nuovo ciclo sta nell'aver intrecciato il cinema alla letteratura, senza trascurare il teatro, venendo incontro a un bacino di interesse potenzialmente molto esteso. Diego Maj ha spiegato come il laboratorio di quest'anno prosegua l'esperienza del 2005 di film e spettacoli teatrali ispirati a Shakespeare, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. Letizia Bellocchio ha ora articolato il progetto Cinema e letteratura secondo due filoni, uno di laboratori per le classi, più incentrato sull'analisi filmica, e l'altro di conferenze per tutta la cittadinanza, declinate maggiormente sull'aspetto letterario. Sul contenuto si è soffermata Bellocchio, evidenziando come il rapporto grande schermo-libri in Visconti assuma una valenza particolare: «Quasi tutti i suoi film sono infatti tratti da opere letterarie, con l'eccezione ad esempio di Bellissima, il cui soggetto originale fu però scritto da Cesare Zavattini e dunque attiene comunque al campo della letteratura».
Letizia Bellocchio ha sottolineato come Visconti non si possa definire un illustratore di testi, ma un creatore. «Questo favorisce un'analisi complessa dei suoi film». Il progetto si sviluppa in tre tappe, due pensate per le scuole: quattro incontri, di cui tre per gli studenti e uno per gli insegnanti, e la proiezione di tre film: Ossessione (con cui esordì nel 1943, da Il postino suona sempre due volte di James Cain), Senso (1934, dalla novella di Camillo Boito) e Il gattopardo (1958, dal romanzo omonimo di Tomasi di Lampedusa). Si partirà dal film per vedere similitudini e differenze con le opere fonti di ispirazione».
Il terzo filone prevede quattro conferenze, aperte a tutti gli interessati, nelle quali l'accento sarà posto più sui romanzi e le novelle dalle quali il regista è partito.
L'incontro finale, il 4 aprile, allargherà ulteriormente la prospettiva sul cinema italiano, proponendo due film di Roberto Rossellini, interpretati da Ingrid Bergman: Viaggio in Italia (1954) e La paura (1955), derivati rispettivamente da Duetto di Colette e da La paura di Stefan Zweig. Interverrà la piacentina Elena Dagrada, docente all'università di Milano, studiosa di storia del linguaggio cinematografico e autrice di numerose monografie, tra cui quelle su Siodmak, Rossellini e Woody Allen.
Il ciclo di conferenze sarà inaugurato il 9 febbraio da Antonio Costa, docente di storia del cinema all'Iuav di Venezia, con all'attivo diverse pubblicazioni sui rapporti cinema e altre arti. Il 23 febbraio toccherà a Piergiorgio Bellocchio, fondatore dei Quaderni piacentini, narratore e saggista, animatore di varie iniziative culturali ed editoriali insieme ad Alfonso Berardinelli, scrittore e critico letterario (insieme hanno anche pubblicato dal 1985 al 1993 la rivista Diario), che sarà a Piacenza il 7 marzo.
Probabilmente in questo mese verrà inoltre allestita una mostra di foto di scena dai set di Visconti, con le immagini di Mario Tursi della trilogia tedesca: La caduta degli dei, Morte a Venezia e Ludwig.
Anna Anselmi