Martedì 31 Gennaio 2006 - Libertà
Informatori per fede o per denaro
Stasera alla Fondazione incontro con Mauro Canali
Stasera, con inizio alle 21, all'auditorium della Fondazione, in via Sant'Eufemia, il professor Mauro Canali, ordinario di storia contemporanea all'Università di Camerino, terrà una conferenza sui servizi segreti del regime fascista.
Canali è autore di importanti studi che lo hanno condotto ad inedite rivelazioni sulla struttura e sugli uomini che nel ventennio si occuparono, in Italia ed all'estero, dell'annientamento dei movimenti antifascisti.
Tra le sue opere principali ricordiamo Cesare Rossi: da rivoluzionario a eminenza grigia del fascismo (Mulino, 1991), Il delitto Matteotti (Mulino, 2004), Le spie del regime (Mulino, 2004).
In particolare, in questa suo ultimo lavoro, Canali ha definitivamente sollevato il velo di mistero che ha circondato per mezzo secolo le attività della polizia segreta di Mussolini.
Dalla famigerata Ceka di Rossi al delitto Matteotti, dalla Polizia politica fino alla temibile Ovra, l'autore ricostruisce nei particolari la "macchina" repressiva fascista, perfezionata nel corso degli anni a tal punto da costituire pietra di paragone ed oggetto di studio da parte di servizi segreti di altri Paesi.
Dipanando un'inestricabile matassa di documenti sino ad oggi segreti, Canali ha rintracciato implacabilmente nomi e cognomi di una rete di confidenti ed informatori che, per fede o per danaro, sorvegliarono un'intera società a tutela del regime. Una rete a tal punto pervasiva da manifestare persino casi limite in cui spie si controllavano reciprocamente, l'una all'insaputa dell'altra.
In questa numerosa schiera, costituita da circa duemila persone, Canali ha ritrovato anche "casi eccellenti" di uomini di cultura e fervidi antifascisti che in particolari momenti della loro esistenza si piegarono alle lusinghe del regime, come Ignazio Silone, dirigente del Partito comunista ed informatore della Polizia politica almeno fino al 1930, lo scrittore Vasco Pratolini, Massimo (Max) Salvadori, Guido Manacorda.
E' solo possibile immaginare le polemiche che si sono sollevate intorno all'opera di Canali. Sono di questi giorni le proteste di un gruppo di fedeli di Carbonia che hanno ritrovato negli elenchi delle spie pubblicati da Canali il nome di un loro parroco di cui si accingevano a richiedere la beatificazione. Ma a prova del rigore scientifico con cui è stata affrontata la ricerca è che l'autore non si è sottratto dal pubblicare il nome di un suo stesso parente, uno zio, nell'elenco degli informatori degli Uffici politici delle questure. Canali lascia parlare rigorosamente le carte, ciascuna affermazione è suffragata da elementi di prova.
Anche la città di Piacenza fu teatro di attività spionistiche ed a tal proposito il lavoro di Canali si intreccia con quello di Claudio Oltremonti, studioso di storia locale che introdurrà la serata, che nel 2004 ha pubblicato Il Partito comunista d'Italia a Piacenza (1921-1930), riportando alla luce l'inedito archivio del primo segretario della locale Federazione comunista e l'attività confidenziale a favore delle autorità fasciste svolta da due membri della stessa Federazione.
Il valore storiografico del lavoro di Canali - come ha affermato lo stesso autore - sta nell'aver definito "ancor più nitidamente il carattere totalitario del fascismo: un gigantesco, efficiente, occhiuto stato di polizia".
L'appuntamento è dunque di notevole interesse in un momento di intenso dibattito intorno al tentativo di trovare un'auspicabile soluzione storica che chiuda una delle fasi più drammatiche e dolorose della storia del nostro Paese.