Martedì 17 Gennaio 2006 - Libertà
Ieri a Parma assemblea dei soci e prima riunione del consiglio. Si lavora ad alcune modifiche dello statuto
Fondazione Toscanini, cambia la musica
Roi: struttura troppo monocratica. Più potere a presidente e cda
Debutta il nuovo consiglio di amministrazione della Toscanini e si replica tra un mese, quando il cda verrà riconvocato per avviare nel dettaglio quel processo di «rivisitazione» della fondazione artistica - la definizione è del nuovo presidente Maurizio Roi - voluto dalla Regione Emilia Romagna. Il primo atto prevede modifiche statutarie che si concentreranno su due aspetti: il ripensamento della figura del sovrintendente e la possibilità di ampliare nel cda le rappresentanze di finanziatori privati che garantiscano quote di sovvenzione. Ieri a Parma, a palazzo Marchi, sono andati in scena sia l'assemblea dei soci (di cui fa parte il Comune di Piacenza, rappresentato dall'assessora Giovanna Calciati), sia il cda, che si è ufficialmente insediato (indicato dal Comune e nominato dalla Regione vi siede Massimo Gambardella, direttore generale di Palazzo Mercanti). Anche Parma ha designato i suoi rappresentanti: l'avvocato Fulvio Villa, già nel cda del Teatro Regio, per il Comune e Ivana Comelli (ragioniere capo) per la Provincia.
Questi esponenti completano un organismo che annovera la presenza dei tre direttori generali della Regione: Cristina Balboni (cultura), Gaudenzio Garavini (organizzazione, sistemi telematici e informativi), Luciano Pasquini (risorse finanziarie e strumentali) e di Claudia Gusmani (funzionaria regionale) e Umberto Melloni (commercialista).
Un parterre di tecnici che ha fatto parlare di commissariamento, confutato dal neo-presidente («la Regione ha fatto scelte di grande impegno»), seppure questo cda è solo provvisorio (si è sentito parlare della durata di cinque mesi che potrebbero non bastare). In quanto a Roi - che mantiene la presidenza Ater, l'associazione teatrale Emilia Romagna - testimonia la forte integrazione e sinergia a cui la Regione aspira tra le istituzioni impegnate sul fronte di cultura e spettacolo.
«E' stato avviato un processo di rivisitazione - dice Roi - che ci porta a valutare l'opportunità di intervenire sullo statuto della Toscanini». La missione dichiarata è quella di modellare la governance della Fondazione alle mutate esigenze di bilancio, lievitato fino ai 24 milioni attuali, e alla crescita strutturale (la Fondazione gestisce tre teatri, due orchestre, un'accademia di formazione e attività internazionali).
La seconda ragione citata da Roi è da ricercare nel momento di crisi del settore spettacolo: una fase così difficile rende necessario un adeguamento politico. Ecco dunque l'esigenza di conduzione più stretta da parte degli enti proprietari di uno strumento «ora troppo monocratico e che ha bisogno di strutture più articolate». Sembra di intuire che anche il sovrintendente, come lo si intendeva fino ad oggi, forse non esisterà più.
Questa la chiave di lettura della nomina di un presidente come «figura politica forte», fa notare la stessa Calciati, e di un cda con competenze e professionalità tecniche a cui si sono allineate anche le nomine parmigiane. L'assessora riferisce di un clima tranquillo e molto positivo in assemblea dei soci, improntato ad «assoluta collaborazione fra enti coinvolti». «In un momento di tagli pesanti - prosegue - la Regione ha voluto unire forze ed energie tra Ater e Toscanini per mantenere alta la qualità dell'offerta». Intanto la Fondazione ha stilato il preconsuntivo fino al 30 giugno e deliberato la domanda al ministero per accedere al fondo unico dello spettacolo entro il 31 gennaio.
La querelle intorno al soprintendente? «Non c'è il problema di una persona - sostiene Calciati - ma di assicurare una governance adeguata che non sia solo nelle mani di una figura tecnica, per una struttura a servizio del territorio e degli enti locali». Un'altra modifica statutaria dovrebbe riguardare le rappresentanze (a Parma erano presenti la Fondazione Cariparma e la Fondazione Monte di Parma, che non hanno ancora indicato i propri consiglieri). Si parla di ampliamento con altri 3 membri del cda, a disposizione di soci privati.
E Piacenza? «Oggi siamo pienamente dentro le decisioni di un circuito regionale e nazionale di alto livello, ciò grazie alle scelte fatte in questi tre anni».
pat.sof.