Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Domenica 15 Gennaio 2006 - Libertà

Piacenza jazz Fest - Partito il concorso "Bettinardi" per talenti, prime anticipazioni sul festival

A Piacenza l'Art Ensemble of Chicago
Arrivano anche Trovesi-Bollani e forse Liebman e Stern

PIACENZA - L'Art Ensemble of Chicago, il coloratissimo (in tutti i sensi) ensemble di multistrumentisti che, per citare una canzone antica, accese di "gioia e rivoluzione" una lunga ed eccitante stagione di cultura alternativa americana e ha scritto a caratteri di fuoco il proprio nome nella storia della musica jazz con dischi come Fanfare for the warriors, suonerà sabato 25 marzo a Piacenza, al Teatro President. L'arrivo dell'Art Ensemble, che sarà guidato dall'indistruttibile saxofonista-leader - fondatore Roscoe Mitchell, sarà uno dei piatti forti della prossima edizione del Piacenza Jazz Fest, il festival jazz organizzato dal Piacenza Jazz Club insieme con Comune e Provincia e con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e di Editoriale Libertà, la cui terza edizione si svolgerà dal 22 febbraio al 9 aprile (dopo essere stata annunciata al Municipale, il 29 ottobre scorso, da una memorabile anteprima con Louis Sclavis e con Archie Shepp: anche quest'ultimo, come l'Art Ensemble, campione negli anni Sessanta e Settanta di un "jazz di rivolta" forte e fiero).
Accanto a quella della banda di Roscoe Mitchell, il Jazz Club presieduto da Gianni Azzali si è assicurato la presenza di un'altra formazione, stavolta italiana, che promette meraviglie: l'ottetto guidato da due star come il clarinettista Gianluigi Trovesi e il pianista Stefano Bollani, che si esibirà in una data che deve ancora essere fissata, ma la cui presenza è già certa. In stato già molto avanzato sono anche i contatti con stelle americane come Dave Liebman, mostro sacro del sax, e il popolarissimo chitarrista elettrico Mike Stern.
Di notevole interesse si annuncia anche una proposta completamente nuova, dal titolo decisamente suggestivo: Il jazz va in scena. Si tratta della "costola teatrale" del Jazz Fest: tre spettacoli fra recitazione e musica, tra cui si conta un omaggio a Paolini con l'attore Valerio Mastandrea e il pianista Danilo Rea.
Un'altra chicca riguarda l'ultima serata, che avrà luogo domenica 9 aprile nello spazio Le Rotative di via Benedettine: Marco Pacassoni, lo strepitoso vibrafonista fermano che ha vinto la scorsa edizione del concorso nazionale "Chicco Bettinardi", una competizione che ricerca e premia, come da statuto, «nuovi talenti del jazz italiano», si esibirà con il contrabbassista Attilio Zanchi; a fare da "padrino" al concerto di chiusura a Le Rotative sarà l'americano Garrison Fewell, uno dei più raffinati chitarristi jazz sulla scena internazionale.
Il concorso "Bettinardi", nel frattempo, ha iniziato l'altra sera le semifinali della terza edizione. Nella sede del Piacenza Jazz Club, "ospitata" dall'Accademia della Musica in via Boselli 82, quattro giovani, talentuosi musicisti si sono sfidati davanti alla giuria presieduta dal saxofonista, clarinettista, arrangiatore e docente Giuseppe Parmigiani (affiancato dal musicologo Giuseppe Borea e dal giornalista Oliviero Marchesi) ma anche davanti a un pubblico numeroso, partecipe e anch'esso protagonista (il voto degli spettatori influisce sul risultato finale).
Accompagnati dal professionalissimo trio "di casa" (Mario Zara al pianoforte, Mauro Sereno al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria), i primi semifinalisti di scena alla terza edizione del "Bettinardi", in linea con l'alta qualità che hanno sempre contrassegnato il concorso, non hanno deluso le attese. Michele Bianchi, giovanissimo chitarrista di Roccabianca, ha squadernato tutta la sua preparazione alle prese col super standard All the things you are e con un grande tema da film come The days of wine and roses di Henry Mancini.
Francesco Satolli di Orvieto, un saxofonista contralto dal vigoroso stile rauco e loud, ha scaldato la platea con il classico Doxy e con Black night di Wayne Shorter. E fuochi d'artificio di tecnica scintillante sono venuti da due pianisti del Sud, l'uno agli antipodi dell'altro: l'"estroverso" Antonio Prencipe di San Giovanni Rotondo, brillante virtuoso-intrattenitore alla Erroll Garner, non ha lesinato giochi di prestigio tra una Body and soul destrutturata e una Cheek to cheek iperaccelerata; l'"introverso" Enzo Danise da Napoli, notevole per pathos e "senso del teatro", ha ipnotizzato con Don't you know what love is e con Hallucination del grande Bud Powell.
Accanto al concorso Bettinardi, inoltre, quest'anno c'è una succosa novità: una competizione per arrangiatori chiamata Piacenza Jazz Arrangers, dedicata, in questo suo debutto, all'indimenticabile Clifford Brown, il divino trombettista di cui, il 26 giugno di quest'anno, ricorrerà il 50° anniversario della morte. Gli aspiranti concorrenti dovranno presentare una partitura con un arrangiamento per big band, scritto di proprio pugno, di un brano di Brown scelto in una rosa di dieci. Gli arrangiamenti selezionati per la finale verranno eseguiti in concerto dalla New Sugar Kitty Big Band e giudicati da una giuria che, oltre a Giuseppe Parmigiani, comprende il grande pianista jazz Enrico Intra, il musicologo Luca Bragalini e il noto trombonista Giancarlo Schiaffini: il primo classificato vincerà 900 euro, il secondo 500: il regolamento del concorso, nei suoi dettagli, è scaricabile dal sito www.piacenzajazzfest.it.
Un terzo concorso, infine, sarà bandito a breve dal Piacenza Jazz Club con Editoriale Libertà: si tratterà di una gara per fumettisti, che dovranno ispirarsi, per i loro soggetti, al jazz e al suo mondo. Le "striscie" che saranno giudicate migliori verranno pubblicate sul nostro quotidiano.

Alfredo Tenni

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio