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Venerdì 13 Gennaio 2006 - Libertà

«Così stiamo salvando il piccolo Omar»

Biasucci racconta l'avventura del bimbo "adottato" dalla Cri (sezione femminile)

Il piccolo Omar oggi ha più di un anno di vita e anche buone chance di continuare a vivere, per quanto le sue condizioni siano di pura sopravvivenza. A raccontare la commovente vicenda del bimbo tunisino "adottato" dalla sezione f emminile della Croce Rossa Italiana (161 aderenti, ma la compagine è in crescita) e assiduamente seguito dai sanitari piacentini è stato Giacomo Biasucci, direttore dell'Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia dell'ospedale, ospite d'onore ieri della sezione che si è riunita al Balzer per la tradizionale relazione annuale alla quale ha fatto il suo debutto pubblico anche Domenico Grassi, nuovo presidente provinciale della Croce Rossa dopo la nomina di Renato Zurla alla presidenza regionale.
Maria Grazia Binaghi, ispettrice della sezione femminile della Croce Rossa, ha presentato un bilancio significativo sul 2005, con una raccolta di 80mila euro circa, che ha permesso di far fronte alle esigenze di famiglie bisognose, a spese di farmaci, di vitto e abbigliamento, di alloggio. Grande l'attenzione ai bimbi malati e con patologie gravi («ne stiamo seguendo cinque»), dove spicca il caso di Omar, Il bimbo tunisino trattato fino ad 11 mesi in ospedale con cure intensive e che oggi ha 13 mesi.
Affetto da una patologia rarissima, frutto di un disordine congenito, per lui si è attivato un canale di sostegno economico alimentato anche da associazioni e da privati («abbiamo ricevuto contributi da Confindustria, dagli Amici di William e da tanti cittadini, anche la Fondazione di Piacenza e Vigevano ci ha assicurato un sostegno»). Costosissimo è il mantenimento del bimbo (1.200 euro al mese circa) con un latte speciale e unguenti per lenire il dolore di arrossamenti, bruciori esterni e interni, una cute edematosa e gonfia (la Regione copre solo l'unguento, che incide minimamente sulle spese). E permangono rischi di infezioni, disidratazione, ma il monitoraggio sanitario è continuo e ha messo in campo il meglio della ricerca, attraverso rapporti con istituti specializzati in Dermatologia di Roma e Milano. Forse grazie a questo cordone di solidarietà e competenza, Omar ha superato l'anno di vita e si appresta oggi a iniziare un trattamento con un nuovo latte («il 50 per cento dei bambini affetti da questa patologia non ce la fa ad arrivarci» ha chiarito Biasucci). Un bel successo, il cui merito va al reparto di Neonatologia e alla Cri.

pat. sof.

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